Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
HackTheBox 970x120 1
Banner Mobile
Italiani, fate attenzione a MailBot. Non scaricate APP da siti di terze parti

Italiani, fate attenzione a MailBot. Non scaricate APP da siti di terze parti

26 Giugno 2022 09:50

Durante il monitoraggio del trojan di mobile banking FluBot, F5 Labs ha recentemente scoperto un nuovo ceppo di malware Android che è stato soprannominato “MaliBot“. 

Sebbene i suoi obiettivi principali siano i clienti di servizi bancari online in Spagna e in Italia, la sua capacità di rubare credenziali, cookie e aggirare i codici di autenticazione a più fattori (MFA), significa che gli utenti Android di tutto il mondo devono essere vigili. 

Overlay dell’App di Unicredit (Fonte F5)

Alcune delle caratteristiche chiave di MaliBot includono:

  • MaliBot si traveste da app di mining di criptovalute denominata “Mining X” o “The CryptoApp” e occasionalmente assume altre forme, come “MySocialSecurity” e “Chrome”;
  • MaliBot si concentra sul furto di informazioni finanziarie, credenziali, portafogli crittografici e dati personali (PII) e prende di mira anche le istituzioni finanziarie in Italia e Spagna;
  • Malibot è in grado di rubare e bypassare codici multifattoriali (2FA/MFA);
  • Include la possibilità di controllare in remoto i dispositivi infetti utilizzando un’implementazione del server VNC.

Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

La distribuzione di MaliBot viene eseguita attirando le vittime su siti Web fraudolenti in cui vengono indotte a scaricare il malware o inviando direttamente messaggi di phishing SMS (smishing) a numeri di cellulare.

Risposta contenente i comandi di injection/overlay (Fonte F5)

Il server di comando e controllo (C2) di MaliBot si trova in Russia e sembra utilizzare gli stessi server utilizzati per distribuire il malware Sality. 

Molte campagne hanno avuto origine da questo IP dal giugno del 2020. È una rielaborazione pesantemente modificata del malware SOVA, con diverse funzionalità, target, server C2, domini e schemi di compressione.

Una volta installato il malware, questo ha diverse funzionalità che portano alla totale compromissione del dispositivo e più nello specifico consente:

  • Attacchi Web injection/overlay
  • Furto di portafogli di criptovaluta (Binance, Trust)
  • Furto di codici MFA/2FA
  • Furto di cookie di sessione
  • Furto di messaggi SMS
  • La possibilità di bypassare l’autenticazione a due fattori di Google
  • Accesso VNC al dispositivo e cattura dello schermo
  • La possibilità di eseguire ed eliminare applicazioni su richiesta
  • La possibilità di inviare messaggi SMS su richiesta
  • Raccolta di informazioni dal dispositivo, inclusi IP, AndroidID, modello, lingua, elenco delle applicazioni installate, schermo e stati di blocco e segnalazione delle capacità del malware
  • Ampia registrazione di eventuali operazioni riuscite o fallite, attività telefoniche (chiamate, SMS) ed eventuali errori

Gli autori del malware hanno finora creato due campagne, “Mining X” e “TheCryptoApp”, ognuna delle quali ha un sito Web con un collegamento per il download del malware.

Per aggirare le protezioni MFA, abusa dell’API di accessibilità per fare clic sulle richieste di conferma degli avvisi in arrivo sui tentativi di accesso sospetti, invia l’OTP al C2 e lo inserisce automaticamente quando richiesto.

Inoltre, il malware può rubare i codici MFA da Google Authenticator ed eseguire questa azione su richiesta, aprendo l’app di autenticazione senza alcuna interazione da parte dell’utente. Come qualunque altro banking trojan, anche MailBot può rilevare quali app di banking sono installate nel dispositivo e di conseguenza eseguire il payload corrispondente e fornire all’utente una schermata di login fake che punta proprio al furto delle credenziali d’accesso per conti bancari o anche wallet di criptovalute.

Anche MailBot sfrutta potenti strumenti di evasione per eludere i sistemi di analisi e quindi insidiarsi nei device senza che venga rilevata alcuna attività anomala.

Per quanto questo malware possa risultare particolarmente pericoloso, il modo per proteggersi si affida essenzialmente al buon senso dell’utente, che dovrebbe evitare tassativamente di scaricare app da siti web non attendibili e sfruttare dunque lo store ufficiale di Google.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoVulnerabilità
Le AI stanno diventando “vettori Zero-Day”! il 2026 sarà l’anno del caos digitale?
Redazione RHC - 02/01/2026

Fino a poco tempo fa, le vulnerabilità zero-day sembravano artefatti esotici provenienti dal mondo delle operazioni speciali e dello spionaggio. Ora sono uno strumento comune per hackerare le reti aziendali, e non solo perché gli…

Immagine del sitoCultura
66 anni e ancora imbattibile: come il COBOL domina silenziosamente il mondo bancario
Redazione RHC - 02/01/2026

Mentre il settore dibatte su quale rete neurale sia la “più intelligente” e quale framework sia il “più moderno”, tecnologie vecchie di decenni continuano a turbinare silenziosamente sotto la superficie del settore bancario. Quest’anno, COBOL…

Immagine del sitoCultura
Al via il corso “Cyber Offensive Fundamentals” di RHC! 40 ore in Live Class
Redazione RHC - 02/01/2026

Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? Se la risposta è SI, ti consigliamo di leggere questo articolo. Il panorama della sicurezza informatica cambia velocemente: nuove vulnerabilità,…

Immagine del sitoInnovazione
IA, l’allarme del Nobel Hinton: “Addio a migliaia di posti di lavoro già nel 2026”
Redazione RHC - 02/01/2026

Il professore di informatica Geoffrey Hinton, uno dei fondatori delle moderne tecnologie di intelligenza artificiale, ha affermato che l’IA potrebbe portare a perdite di posti di lavoro su larga scala già nel 2026. Secondo lui,…

Immagine del sitoDiritti
Il Chat Control e l’impatto della proposta CSAR nel sistema del DSA
Paolo Galdieri - 01/01/2026

Prima di addentrarci nell’analisi, è bene precisare che questo contributo è la prima parte di una ricerca più estesa. Nel prossimo articolo esploreremo il conflitto tra algoritmi di rilevazione automatica e crittografia end-to-end (E2EE), analizzando…