La "Dichiarazione di indipendenza del Cyberspazio"

Aggiornamento: ott 10

Autore: Massimiliano Brolli

Data Pubblicazione: 28/04/2021


"Governi del Mondo, stanchi giganti di carne e di acciaio, io vengo dal Cyberspazio, la nuova dimora della Mente. A nome del futuro, chiedo a voi, esseri del passato, di lasciarci soli. Non siete graditi fra noi. Non avete alcuna sovranità sui luoghi dove ci incontriamo".

Così l'8 febbraio del 1996 iniziava il documento "A Declaration of the Independence of Cyberspace", sull'applicabilità (o la sua mancanza) di una governance di Internet, in quel periodo storico in rapida crescita.


Sono passati più di 10 anni dalla pubblicazione del famoso saggio "The Hacker Manifesto" o "The Conscience of a Hacker" scritto da Loyd Blankenship, pubblicato l'8 gennaio 1986, nel quale alcuni concetti risultano sovrapponibili e ancora in voga, anche se visti da una prospettiva differente.


Il saggio "Dichiarazione di indipendenza del Cyberspazio", venne commissionato dal pionieristico progetto 24 Hours in Cyberspace (un evento che radunò 1000 persone, tra i migliori fotografi, editor, programmatori e designer da tutto il mondo) a John Perry Barlow, fondatore della Electronic Frontier Foundation.

John è stato anche il paroliere del gruppo rock psichedelico californiano Grateful Dead, oltre che pioniere delle libertà civili di Internet che scrisse questo saggio in risposta alla messa in vigore della legge degli Stati Uniti D'America chiamata Telecommunications Act, proposta nel 1996.