Meta ha ufficialmente confermato la connessione tra una vulnerabilità recentemente scoperta nella libreria FreeType e lo sviluppatore di spyware israeliano Paragon. La vulnerabilità in questione è il CVE-2025-27363, che colpisce una libreria molto utilizzata dagli sviluppatori per lavorare con testo e font. La vulnerabilità consente l’esecuzione di codice arbitrario sul dispositivo della vittima ed era inizialmente considerata potenzialmente sfruttabile in attacchi reali.
A marzo, Meta ha pubblicato un avviso relativo a CVE-2025-27363 sulla sua pagina Facebook dedicata agli avvisi di sicurezza. L’avviso segnalava che la vulnerabilità riguardava la libreria FreeType versione 2.13.0 e precedenti. Il problema risiede nella gestione errata delle strutture dei sottoglifi dei font TrueType GX e delle variabili dei font. Come spiegato dagli esperti, l’errore si verifica a causa dell’assegnazione di un valore short con segno a una variabile long senza segno. Successivamente, viene aggiunto un valore fisso, che causa un overflow. Il codice scrive quindi fino a sei interi long al di fuori dell’area allocata, consentendo all’attaccante di eseguire codice arbitrario.
All’inizio di maggio, la vulnerabilità è stata risolta in Android. Tuttavia, i dettagli sugli attacchi specifici che utilizzano CVE-2025-27363 non sono stati divulgati fino a poco tempo fa. Come si è appreso dai commenti dei rappresentanti di WhatsApp, è stato il team di messaggistica a richiedere l’assegnazione di un identificatore CVE per questa vulnerabilità. Il motivo è che il problema è direttamente correlato a un exploit dell’azienda israeliana Paragon.
Il gruppo di ricerca Citizen Lab dell’Università di Toronto ha precedentemente segnalato che i prodotti Paragon vengono utilizzati attivamente per attacchi spyware. A marzo, gli esperti hanno pubblicato i dati su una vulnerabilità zero-day in WhatsApp, sfruttata in attacchi con lo spyware Paragon. Secondo quanto riportato da Messenger, gli aggressori hanno utilizzato chat di gruppo e l’invio di file PDF per infettare i dispositivi. La vulnerabilità è stata quindi risolta lato server, senza la necessità di installare aggiornamenti alle applicazioni client.
Ora WhatsApp ha chiarito che la vulnerabilità CVE-2025-27363 è stata scoperta nell’ambito di una più ampia analisi di potenziali canali di infezione non direttamente correlati a WhatsApp. L’obiettivo dell’indagine è determinare in quali altri modi le aziende di spyware possano inviare codice dannoso ai dispositivi delle vittime. WhatsApp ha affermato che i risultati di questa indagine sono stati condivisi con altre aziende per migliorare il livello di protezione complessivo nel settore.
Lo spyware Graphite, è già stato rilevato in diversi paesi, tra cui Australia, Canada, Danimarca, Italia, Cipro, Singapore e Israele. Citizen Lab ha ripetutamente sottolineato l’elevata complessità tecnica degli attacchi Paragon e la presenza di exploit che non richiedono alcuna azione da parte della vittima: l’infezione avviene automaticamente. In particolare, l’azienda era già riuscita ad attaccare con successo anche le versioni attuali di iPhone, fino a quando Apple non ha risolto le relative vulnerabilità.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeLe autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…
InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…