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Microsoft pubblica l’exploit per bypassare la sandbox di Apple macOS

Microsoft ha parlato in dettaglio di una vulnerabilità patchata di recente che interessa i sistemi operativi Apple. Se sfruttato con successo, questo bug consente di uscire dalla sandbox, elevare i privilegi sul dispositivo e distribuire malware.

Si tratta della vulnerabilità CVE-2022-26706 (5,5 punti sulla scala CVSS), che interessa iOS, iPadOS, macOS, tvOS e watchOS.

I ricercatori affermano che il problema è correlato all’accesso e riguarda il componente LaunchServices (launchd), che “consente a un processo sandbox di aggirare le restrizioni sandbox”. Il problema è già stato risolto dagli ingegneri Apple nel maggio di quest’anno.

Questo bug è stato scoperto durante l’analisi di come avviare e rilevare macro dannose nei documenti di Microsoft Office su macOS. 

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Se l’abuso delle macro per distribuire malware è stata a lungo la “norma” per l’hacking di Windows, le cose non sono diverse con macOS.

Per compatibilità con le versioni precedenti, Microsoft Word può leggere e scrivere file con il prefisso “~$”. Dopo aver esaminato i rapporti precedenti (1 , 2) sul sandboxing su macOS, i ricercatori hanno scoperto che l’utilizzo di Launch Services per eseguire il comando open –stdin su uno speciale file Python con il prefisso sopra consente di uscire dalla sandbox dell’applicazione, portando potenzialmente alla compromissione del dispositivo.

Di conseguenza, i ricercatori hanno sviluppato un exploit PoC che utilizzava l’opzione -stdin insieme al comando open su un file Python, che consentiva loro di aggirare i limiti di com.apple.quarantine. 

“Python esegue con successo il nostro codice e, poiché è figlio di launchd, non è vincolato dalle regole della sandbox di Word”

spiegano gli esperti.

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Alla fine, i ricercatori sono riusciti a semplificare così tanto il codice exploit sopra riportato, tanto da poterlo inserire in un tweet.

E’ anche vero sottolineare che la Microsoft, recentemente è stata accusata di aver reintrodotto l’abilitazione delle macro sulla suite office, dopo che l’aveva disabilitata ad inizio anno.