
Probabilmente è sfuggito agli occhi dei più ma OpenAI il 7 aprile 2023 ha modificato la propria privacy policy, praticamente all’indomani dei dell’incontro con il Garante Privacy tenutosi la sera del 5 aprile. Ora ci si avvicina sempre più alla data del 30 aprile e null’altro è cambiato.
Si potrebbero dire, a colpo d’occhio, modifiche di poco conto. Eppure si sa che così come nel responso della Sibilla (ibis redibis non morieris in bello) anche negli adempimenti normativi ogni dettaglio è rilevante, finanche le virgole. Per questo in generale è sempre bene affidarsi ad un professionista competente. Nel caso specifico leggere attentamente ogni minima modifica, con contezza di contesto.
Cambiano pochissimi dettagli, che però possono far intravedere uno spiraglio verso la possibilità di una riattivazione del servizio in Italia. O almeno, inevitabilmente li possiamo leggere in questo modo considerato l’attuale scenario e l’hype che c’è a riguardo.
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Il form per l’esercizio dei diritti degli interessati è stato rimosso e al momento è sostituito da un indirizzo email. Che sia una rimozione temporanea per modificare la funzione secondo le prescrizioni del Garante Privacy sul diritto di opposizione? O che comprenda anche la possibilità di rettificare o cancellare i propri dati personali?
Correzione della base giuridica. Ora l’esecuzione del contratto non fonda più le attività di miglioramento, ma solo l’erogazione del servizio. Tale precisazione era stata richiesta dal Garante, dal momento che il training del modello non può avvenire che su legittimo interesse o altrimenti consenso. Ma questa ultima è un’alternativa percorribile solo per l’utente e non gli interessati coinvolti dall’addestramento del modello..
Certo, prescrizioni del Garante Privacy non sono ancora totalmente adempiute. Ma sebbene residuino ancora delle misure da implementare, si può dire che ci siano degli indizi circa la direzione intrapresa da OpenAI verso l’adeguamento. Molto probabilmente, seguendo il fatto di essere divenuti ancor più trend topic di discussione (a onor del vero non sempre discussioni lucide, ma questo è un altro tema…) e cavalcando l’onda del momento.
Certo: di doman non c’è certezza, ma almeno gli indizi fanno presagire dei cambiamenti o dei “lavori in corso”. Anche perchè l’intenzione di OpenAI sembra orientata verso il proseguire nella propria attività, come si può dedurre dalle recenti modifiche annunciate che non hanno fatto altro che rafforzare il controllo dei dati dell’utente. Che a loro volta erano state tematiche attenzionate dall’Authority.
Nella versione della privacy policy rilasciata il 27 aprile 2023 sono state svolte invece delle modifiche più incisive.
Sono state fornite informazioni più dettagliate sul training del modello attraverso i dati con un rinvio – come informativa stratificata vuole – ad alcuni articoli dell’help center, riguardanti il funzionamento di ChatGPT, l’impiego dei dati per l’evoluzione del modello e l’esercizio dei diritti da parte dell’interessato.
Si può notare l’inserimento di un disclaimer circa l’inaccuratezza dei dati e la modalità per esercitare una richiesta di correzione e rettifica, attraverso una comunicazione email o l’impiego del form dedicato.
Viene inoltre inserito un “If you are 13 or older, but under 18, you must have consent from your parent or guardian to use our Services.” che probabilmente poi dovrà essere confermato tramite age gate all’accesso.
La base giuridica del contratto regola esclusivamente l’erogazione del servizio, mentre invece il legittimo interesse è stato esteso anche al training dei modelli.
Tutto pronto alla ripartenza, dunque.
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