
La società israeliana Paragon Solutions, il cui spyware Graphite è stato utilizzato per colpire almeno 90 persone in due dozzine di Paesi, ha interrotto il suo rapporto con l’Italia. La decisione è stata presa in seguito alle accuse secondo cui il malware sarebbe stato impiegato contro un giornalista investigativo italiano e due attivisti critici. La notizia della rescissione del contratto è stata riportata per prima dal The Guardian, citando una fonte anonima a conoscenza della questione.
Secondo la fonte, il governo italiano avrebbe violato i termini del contratto con Paragon, che vietavano l’uso del software per monitorare giornalisti o membri della società civile. La vicenda ha suscitato un forte dibattito politico in Italia, con l’opposizione che ha chiesto chiarimenti immediati al governo. WhatsApp aveva recentemente avvertito le persone coinvolte che i loro dispositivi erano stati infettati tramite l’invio di documenti PDF malevoli, senza la necessità che gli utenti cliccassero su di essi.
Graphite, lo spyware sviluppato da Paragon, è paragonabile a Pegasus, il noto software di hacking del gruppo NSO. Il malware può infettare un telefono senza che l’utente ne sia a conoscenza, consentendo a chi lo controlla di accedere a dati sensibili, inclusi messaggi e chiamate crittografate su app come WhatsApp e Signal. L’uso di Graphite contro giornalisti e attivisti solleva gravi interrogativi sull’abuso delle tecnologie di sorveglianza da parte dei governi.
Le rivelazioni hanno anche attirato l’attenzione del Parlamento Europeo. Nel frattempo, Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, è stato il primo giornalista italiano a dichiarare di aver ricevuto un avviso da WhatsApp sul suo telefono compromesso.
L’uso dello spyware è stato scoperto con l’aiuto del Citizen Lab dell’Università di Toronto, che monitora attacchi contro giornalisti e attivisti. Le indagini hanno rivelato che gli attacchi si sono estesi a diversi Paesi europei, tra cui Belgio, Germania, Spagna e Svezia. Paragon, recentemente acquisita dalla società statunitense AE Industrial Partners, ha anche avuto contratti con l’agenzia federale americana ICE, ma il loro stato attuale rimane incerto.
Mentre Paragon ha rescisso il contratto con l’Italia per motivi etici, rimangono molte domande aperte su chi abbia effettivamente commissionato gli attacchi e su come le tecnologie di sorveglianza vengano impiegate dai governi. L’opposizione ha chiesto un’indagine approfondita, mentre il governo italiano continua a respingere le accuse.
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