
Combattere il cybercrime è come estirpare le erbacce: se non rimuovi le radici, ricresceranno più forti di prima.
I ricercatori di Check Point riferiscono che gli sviluppatori dell’infostealer Lumma stanno cercando di riprendere le operazioni e di condurre le loro attività dopo che le forze dell’ordine hanno segnalato il sequestro di migliaia di domini e di parte dell’infrastruttura del malware. Ricordiamo che a metà maggio 2025 le forze dell’ordine e gli specialisti della sicurezza informatica hanno confiscato circa 2.300 domini associati alle attività di Lumma.
L’attacco coordinato all’infrastruttura del malware ha coinvolto Microsoft, Cloudflare, ESET, CleanDNS, Bitsight, Lumen, GMO Registry e lo studio legale internazionale Orrick. Contemporaneamente, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha sequestrato cinque domini associati ai pannelli di controllo di Lumma, mentre l’European Cybercrime Centre (EC3) dell’Europol e il Japan Cybercrime Centre (JC3) hanno contribuito a sequestrare le infrastrutture di Lumma situate in Europa e Giappone.
In questo modo, gli specialisti dell’azienda hanno pianificato di raccogliere e fornire informazioni utili ai partner del settore pubblico e privato. Come riportato dagli sviluppatori di Lumma, le autorità non sono riuscite a confiscare il server principale dell’infostealer a causa della sua posizione geografica. Tuttavia, sono riuscite a penetrarlo sfruttando una vulnerabilità precedentemente sconosciuta nell’Integrated Dell Remote Access Controller (iDRAC). Di conseguenza, le forze dell’ordine sono riuscite a cancellare i dati del server e a eliminarne i backup.

Sebbene gli sviluppatori sottolineino di non aver registrato gli indirizzi IP dei loro clienti, le forze dell’ordine hanno creato una pagina di accesso a scopo di phishing che raccoglieva le credenziali e le impronte digitali dei clienti Lumma. La pagina includeva anche uno snippet JavaScript che tentava di accedere alle webcam dei visitatori.

Come riportano ora i ricercatori di Check Point, l’operazione delle forze dell’ordine ha certamente creato difficoltà al gruppo di hacker dietro Lumma, ma il ladro non è stato annientato. Secondo gli esperti, i server di controllo del gruppo continuano a funzionare, la quantità di informazioni rubate da Lumma continua a crescere e questi dati vengono ancora venduti su mercati underground. “Check Point Research ha osservato sforzi significativi da parte degli sviluppatori di Lumma per ripristinare completamente l’attività di furto di informazioni e continuare a svolgere le normali attività”, riferiscono i ricercatori.
Si segnala che l’attacco governativo all’infrastruttura di Lumma ha generato numerose discussioni sui forum di hacker, dove i partecipanti esprimono incertezza sul futuro di Lumma. Allo stesso tempo, si sostiene che nessuno degli sviluppatori associati a Lumma sia stato arrestato. Secondo gli analisti, il destino futuro del malware dipende in larga misura da fattori psicologici e reputazionali, poiché le capacità tecniche di Lumma sono attualmente limitate, ma il ladro non è stato distrutto. “Potrebbe rivelarsi che i sospetti seminati tra i partner e i clienti di Lumma non saranno così facili da superare”, ammette Check Point.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneL’evoluzione delle piattaforme digitali ha raggiunto un punto di rottura dove la presenza umana non è più richiesta per alimentare il dibattito. Moltbook emerge come un esperimento sociale senza precedenti, un ecosistema dove milioni di…
CybercrimeNel mondo dell’underground criminale, il lavoro si divide tra “professionisti”. C’è chi sviluppa ed esercisce il ransomware, c’è chi vende un accesso iniziale alle aziende e c’è chi sfrutta l’accesso iniziale per condurre attacchi informatici…
CybercrimeNegli ultimi giorni, APT28, noto gruppo di hacker legato alla Russia, ha intensificato gli attacchi sfruttando una vulnerabilità di Microsoft Office. La falla, catalogata come CVE‑2026‑21509, è stata resa pubblica da Microsoft pochi giorni prima…
DirittiDopo aver analizzato nei precedenti contributi il perimetro dei reati informatici e i rischi legati alle manovre di difesa attiva, è necessario compiere un ultimo passo verso la comprensione della cybersecurity moderna ovvero il passaggio…
Cyber ItaliaSi è concluso la scora settimana, presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia, il corso di formazione specialistica in OSINT – Open Source Intelligence, rivolto agli operatori della Polizia Postale.…