Nel noto marketplace underground Exploit.in, il threat actor chestniybro ha messo all’asta un accesso RDP a una non meglio identificata azienda italiana operante nel settore retail di gioielli e orologi.
Secondo il post pubblicato dal venditore, l’azienda presenta un fatturato superiore ai 20 milioni di dollari, impiega oltre 250 dipendenti, e protegge la propria infrastruttura con l’antivirus CrowdStrike Falcon, uno dei più noti strumenti EDR in ambito enterprise.

Inoltre, l’infrastruttura tecnica compromessa sarebbe composta da più di 350 host distribuiti su 5 data center, un dato che lascia intuire una realtà aziendale di dimensioni non trascurabili.
L’accesso offerto è di tipo RDP con privilegi di Domain User, il che lo rende potenzialmente utile a gruppi ransomware per movimenti laterali o escalation di privilegi. Il prezzo di partenza dell’asta è 1.000 dollari, con rilanci da 100 e un “Buy Now” a 1.400 dollari.
Non è la prima volta che aziende italiane finiscono nel mirino dei cyber criminali. In passato abbiamo documentato la vendita di accessi simili a realtà dei settori industriale, logistico e sanitario. Tuttavia, l’interesse verso il mondo del retail di fascia alta evidenzia una diversificazione degli obiettivi da parte dei threat actors, forse attratti dal valore dei dati, dalle potenziali frodi finanziarie o dalla capacità di pagare riscatti.
La presenza di una soluzione EDR avanzata come CrowdStrike Falcon non ha impedito la compromissione, il che potrebbe indicare una cattiva configurazione, l’assenza di segmentazione di rete o l’uso di credenziali valide ottenute tramite phishing, infostealer o insider.
Secondo i dati disponibili, l’account chestniybro è attivo dal 2017, ha pubblicato 13 post ed è identificato con il badge “Autogarant 1”, ovvero una vendita andata a buon fine con garanzia del servizio escrow del forum, elemento che potrebbe incentivare l’acquisto da parte di attori ransomware-as-a-service. Degno di nota anche il fatto che, negli ultimi giorni, lo stesso utente ha messo in vendita ben otto accessi analoghi riferiti ad aziende di diversi Paesi, tra cui Stati Uniti e Australia
Questa ennesima vendita di accessi a infrastrutture italiane evidenzia come il mercato dell’inizial access sia ormai una componente chiave dell’ecosistema cyber criminale. Monitorare queste attività, intervenire rapidamente su eventuali segnali di compromissione e rafforzare le difese proattive rimane essenziale per proteggere il tessuto economico nazionale.
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