Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
970x20 Itcentric
UtiliaCS 320x100
Programmi hacker: WPCracker, un alleato di forza bruta per WordPress.

Programmi hacker: WPCracker, un alleato di forza bruta per WordPress.

21 Maggio 2021 09:00

Per la serie “programmi hacker”, oggi parleremo di WPCrackerun .

WPCracker è uno strumento studiato per WordPress, capace di enumerare e fornire l’accesso ad un sito target, attraverso attacchi di Brute Force sia per Windows che per Linux.

Con uno strumento di Brute Force, puoi controllare l’aggressività dell’attacco che desideri eseguire influendo sul tempo di attacco richiesto. Lo strumento consente di regolare il numero di thread e la quantità di batch di password da testare per ciascun thread alla volta.

Tuttavia, occorre fare attenzione sulla “potenza di fuoco”, in quanto se si eccede, potrebbe degradare le performance del server e quindi rallentare il sito web della vittima.

In questo articolo, ci riferiremo come “vittima” ad un sito WordPress in una normale attività di penetration-test dove non si dispone dell’autorizzazione per potervi accedere.

Dopo aver enumerato con dovizia i plugin con altri tool (ad esempio WPScan) e verificata la mancata presenza di una vulnerabilità da sfruttare (ad esempio una RCE che affligge il sistema), una volta che il sito è risultato solido, non ci rimane altro che tentare la strada del bruteforcing per avere un accesso, ed in questo WPCracker ci può dare una mano.

Per prima cosa scarichiamo da GitHub il progetto per il sistema operativo che utilizziamo, oppure se non vogliamo compilare il codice, scarichiamo direttamente l’eseguibile.

Intanto diamo un’occhiata all’Help digitando:

.WPCracker.exe –brute -?

Per poter indirizzare l’attacco, ed enumerare gli utenti possiamo richiamare questo comando:

.\WPCracker.exe –enum -u -o

Se vogliamo avviare l’attacco

.WPCracker.exe –brute -u -p -n -o

oppure solamente

.WPCracker.exe –brute

sarà il programma a richiedere successivamente le informazioni necessarie

B939cf 20cd074e04c94d90b6a283cb65fe3afd Mv2

Come abbiamo detto all’inizio, occorre prestare molta attenzione al numero di chiamate effettuate verso il sistema, pena creargli un DoS e in un ambiente di produzione, questo un qualsiasi penetration tester non può permetterselo, quindi è possibile indirizzare il numero di threads specificando questo comando.

.WPCracker.exe –brute -u -p -n -t -c

Ovviamente, solo per uso etico.

Fonte

https://github.com/JoniRinta-Kahila/WPCracker

https://github.com/JoniRinta-Kahila/WPCracker/releases/tag/v1.3

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCultura
Buon compleanno Bitcoin! 3 gennaio 2009: il giorno in cui un blocco ha cambiato il mondo
Massimiliano Brolli - 03/01/2026

La vera identità del creatore di Bitcoin è uno dei più grandi misteri del mondo tecnologico. Nel corso degli anni sono emerse molte teorie su chi sia veramente Satoshi Nakamoto, che spaziano tra un viaggiatore…

Immagine del sitoVulnerabilità
Le AI stanno diventando “vettori Zero-Day”! il 2026 sarà l’anno del caos digitale?
Redazione RHC - 02/01/2026

Fino a poco tempo fa, le vulnerabilità zero-day sembravano artefatti esotici provenienti dal mondo delle operazioni speciali e dello spionaggio. Ora sono uno strumento comune per hackerare le reti aziendali, e non solo perché gli…

Immagine del sitoCultura
66 anni e ancora imbattibile: come il COBOL domina silenziosamente il mondo bancario
Redazione RHC - 02/01/2026

Mentre il settore dibatte su quale rete neurale sia la “più intelligente” e quale framework sia il “più moderno”, tecnologie vecchie di decenni continuano a turbinare silenziosamente sotto la superficie del settore bancario. Quest’anno, COBOL…

Immagine del sitoCultura
Al via il corso “Cyber Offensive Fundamentals” di RHC! 40 ore in Live Class
Redazione RHC - 02/01/2026

Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? Se la risposta è SI, ti consigliamo di leggere questo articolo. Il panorama della sicurezza informatica cambia velocemente: nuove vulnerabilità,…

Immagine del sitoInnovazione
IA, l’allarme del Nobel Hinton: “Addio a migliaia di posti di lavoro già nel 2026”
Redazione RHC - 02/01/2026

Il professore di informatica Geoffrey Hinton, uno dei fondatori delle moderne tecnologie di intelligenza artificiale, ha affermato che l’IA potrebbe portare a perdite di posti di lavoro su larga scala già nel 2026. Secondo lui,…