Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Crowdstriker 970×120
HackTheBox 320x100 1
Proteggere le connessioni WebSocket: rischio, analisi e misure pratiche

Proteggere le connessioni WebSocket: rischio, analisi e misure pratiche

6 Ottobre 2025 12:10

I WebSocket offrono comunicazione bidirezionale persistente tra client e server, indispensabile per applicazioni realtime come chat, giochi, dashboard e notifiche. Questa persistenza però introduce superfici d’attacco specifiche: se il canale o le sue regole non sono adeguatamente protetti, possono verificarsi esfiltrazione di dati, hijacking di sessione e vulnerabilità legate a input non filtrati. Questo articolo spiega in modo pratico i rischi più rilevanti e le contromisure essenziali per proteggere questo tipo di connessione.

Ma cosa rende i WebSocket rischiosi?

Le caratteristiche che li rendono utili sono connessioni lunghe, traffico bidirezionale e bassissima latenza, che creano allo stesso tempo opportunità per gli attaccanti. Una connessione persistente significa che una singola breccia può mantenere l’accesso attivo a lungo. La bidirezionalità implica che sia il client che il server possano inviare dati, e per questo entrambi i lati devono considerare i messaggi come non attendibili. Gli endpoint dinamici, se costruiti con dati controllati dall’utente, possono indurre il client a connettersi a server malevoli. Infine, l’assenza di un controllo nativo sugli handshake apre la strada a possibili iniezioni o sfruttamenti provenienti da pagine esterne.

I tipi di attacco più rilevanti includono l’intercettazione e la modifica del traffico, cioè sniffing o man-in-the-middle, quando viene utilizzato il protocollo “ws://” non cifrato. Vi è poi l’iniezione di connessione, paragonabile a un CSRF applicato ai WebSocket, dove pagine malevole inducono il browser a stabilire collegamenti. Non meno importante è l’esfiltrazione di dati tramite reindirizzamento o messaggi inviati a server controllati da un attaccante, e infine le vulnerabilità legate a input non validati, capaci di generare XSS, SQL injection o comandi inattesi.

Linee guida essenziali per la sicurezza delle connessioni WebSocket


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

I principi di difesa fondamentali sono chiari. La cifratura deve essere sempre obbligatoria e occorre usare il protocollo “wss://”, cioè WebSocket su TLS, per prevenire sniffing e attacchi man-in-the-middle. Gli endpoint devono essere stabili e non controllabili dall’utente, definiti da configurazioni sicure e mai concatenati a input esterni. Gli handshake devono essere autenticati e verificati attraverso meccanismi come token firmati o challenge-response, con il server che controlla lo stato della sessione prima di accettare la connessione. Il controllo dell’origine lato server, tramite verifica dell’header “Origin” rispetto a una whitelist, è un ulteriore requisito.

Tutti i messaggi vanno trattati come non attendibili, con validazione rigorosa tramite schemi, limiti di dimensione e sanitizzazione costante, applicando il principio “deny-by-default”. È buona prassi limitare privilegi e funzionalità, esponendo solo ciò che è strettamente necessario e separando canali e permessi per ridurre l’impatto di una compromissione. Servono inoltre meccanismi di rate limiting, limiti sulla dimensione dei messaggi e timeout di inattività, richiedendo anche riconnessioni periodiche per il rinnovo delle credenziali. Infine, logging e monitoraggio attivo permettono di registrare eventi come handshake rifiutati, token scaduti o anomalie nel traffico, con allarmi su pattern sospetti come spike di connessioni dallo stesso IP.

Best practice e threat detection per proteggere i WebSocket

I pattern difensivi raccomandati si basano su esempi concettuali. L’autenticazione nel handshake richiede un token firmato da verificare server-side prima di stabilire il canale. La whitelist di origine consente di rifiutare richieste non provenienti da domini autorizzati. La validazione dei payload con schemi formali permette di respingere messaggi non conformi. L’escaping dei contenuti da mostrare nella UI è fondamentale per prevenire XSS. La segmentazione dei canali garantisce la separazione tra traffico sensibile e non sensibile, riducendo l’impatto di una compromissione.

Gli indicatori di una possibile compromissione comprendono un aumento anomalo di connessioni da origini non previste, la presenza di messaggi con URL esterni o payload inconsueti, connessioni ripetute e rapide verso endpoint diversi da parte dello stesso client e log che evidenziano la fuoriuscita di dati sensibili al di fuori dei normali flussi applicativi.

In conclusione, i WebSocket permettono esperienze realtime potenti, ma richiedono regole chiare per rimanere sicuri. Con pratiche come cifratura, autenticazione del canale, validazione dei messaggi, controllo delle origini e monitoraggio attivo, è possibile mantenere elevate le performance riducendo drasticamente i rischi di abuso e perdita di dati. L’applicazione sistematica di questi principi trasforma un canale potenzialmente pericoloso in uno strumento più affidabile e sicuro.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Progetto Senza Titolo 1 300x300
Appassionato di hacking e cyber security, esperto in penetration testing, ho collaborato con realtà come Leonardo CAE AJT. AWS solution architect e nella top 100 hackers BMW 2024 su HackerOne, unisco competenze su infrastrutture e applicazioni web con una forte passione per la sicurezza.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyberpolitica
Cloudflare minaccia di chiudere in Italia per una multa milionaria. Ma la verità dove sta?
Redazione RHC - 14/01/2026

Il CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…

Immagine del sitoCybercrime
Orion Leaks: Erede Legittimo o “Scavenger” nell’Ombra di LockBit?
Raffaela Crisci - 14/01/2026

Un’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…

Immagine del sitoCybercrime
Morte on demand: le reti digitali che trasformano i ragazzi e i disabili in killer
Redazione RHC - 13/01/2026

Negli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…

Immagine del sitoCybercrime
Basta un riavvio: il trucco che spegne Windows Defender prima ancora che parta
Redazione RHC - 13/01/2026

A volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…

Immagine del sitoCultura
La mente dietro le password: Errore umano? No, un legame che non c’è. Puntata 4
Simone D'Agostino - 13/01/2026

Quando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…