Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Quantum computing: 500 qubit disponibili nel cloud da D-Wave. 7000 entro il 2024

Quantum computing: 500 qubit disponibili nel cloud da D-Wave. 7000 entro il 2024

9 Luglio 2022 17:27

Quando il pioniere dell’informatica quantistica D-Wave rilascerà il suo sistema Advantage2 di nuova generazione tra il 2023 e il 2024, l’azienda prevede che la sua macchina raggiungerà i 7.000 qubit e sarà il computer quantistico più potente del suo genere al mondo. 

Ora D-Wave sta rendendo disponibile un prototipo sperimentale di Advantage2 per l’uso nel cloud.

I computer classici accendono o spengono i transistor per simboleggiare i dati in transito come uno o zero. Al contrario, i computer quantistici utilizzano bit quantistici, o “qubit”, che a causa della strana natura della fisica quantistica possono esistere in uno stato chiamato “sovrapposizione” in cui sono essenzialmente sia 1 che 0 allo stesso tempo, il che consente a ciascun qubit di eseguire più calcoli contemporaneamente. 


Scopri il Quantum Computing nel corso di RHC
“Quantum computing, dalla A alla Z”, il corso sui computer quantistici di RHC. La rubrica di Red Hot Cyber sul quantum computing a cura di Roberto Campagnola. Ci porterà nel mondo della fisica quantistica partendo dalle basi, fino ad arrivare a svolgere piccoli esercizi sulle infrastrutture quantistiche sul#cloud di IBM. Siamo in piena Era digitale, le nostre vite dipendono dai computer oggi come non mai in precedenza, ma una nuova frontiera della tecnologia si sta delineando.

Più qubit sono collegati meccanicamente, o “entangled”, all’interno di un computer quantistico, maggiore è la sua potenza di calcolo e può crescere, in modo esponenziale.

L’approccio standard alla costruzione di computer quantistici, chiamato “gate model”, prevede la disposizione dei qubit in circuiti con una interazione a sequenza fissa. Al contrario, D-Wave, con sede a Burnaby, in Canada, si è concentrata a lungo su quelli che vengono chiamati “annealing quantum computers”.

Gli “annealing quantum computers” sfruttano un metodo di calcolo quantistico utilizzato per trovare la soluzione ottimale ai problemi che coinvolgono un gran numero di soluzioni, sfruttando proprietà specifiche della fisica quantistica come il tunneling quantistico, l’entanglement e la sovrapposizione.

Fondata nel 1999, D-Wave si autodefinisce il primo fornitore commerciale al mondo di computer quantistici. L’azienda si è dimostrata controversa, con molti critici nel corso degli anni che si sono chiesti se le sue macchine siano davvero più potenti dei normali computer.

Tuttavia, D-Wave ha rivendicato la sua quota di clienti di alto profilo nel corso degli anni. Ha venduto il suo primo sistema di calcolo quantistico, il D-Wave One da 128 qubit, a Lockheed Martin nel 2011, e ha spedito il suo D-Wave Two da 512 qubit al Quantum Artificial Intelligence Lab della NASA, lanciato in collaborazione con Google e l’University Space Associazione di ricerca: nel 2013.

Quando Advantage2 di D-Wave sarà online l’anno prossimo o l’anno successivo, sarà l'”annealing quantum computers” più potente al mondo, afferma Hoskinson. Ora l’azienda sta rilasciando un prototipo sperimentale di Advantage2, con tutte le funzionalità principali del prodotto su vasta scala disponibili per il test.

Il prototipo contiene più di 500 qubit di flusso superconduttori. Il nuovo design dei qubit consente quella che D-Wave chiama la sua topologia Zephyr, che supporta la connettività inter-qubit a 20 vie, rispetto alle 15 della generazione precedente dell’azienda, Advantage.

Inizialmente D-Wave non aveva in programma di rendere disponibile pubblicamente il suo prototipo, “ma visti i primi risultati positivi, volevamo metterlo nelle mani di sviluppatori e ricercatori per l’esplorazione e l’apprendimento”, afferma Hoskinson. “Si tratta di imparare dalla nostra comunità per massimizzare le prestazioni delle applicazioni commerciali mentre ci avviciniamo al computer quantistico Advantage2 su larga scala finale”.

Hoskinson osserva che D-Wave sta anche lavorando a un nuovo processo di fabbricazione che dovrebbe portare a una riduzione drastica del rumore nei computer quantistici dell’azienda, aumentando le loro possibilità di trovare soluzioni di alta qualità.

D-Wave ha reso disponibile il prototipo tramite il suo servizio di cloud quantistico Leap a giugno.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Roberto Campagnola 150x150
Laureato in fisica delle particelle, attualmente assegnista di ricerca presso i Laboratori Nazionali di Frascati-INFN e il CERN, si occupa dell’upgrade dell’esperimento CMS – Compact Muon Solenoid per il Large Hadron Collider.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber News
Ivanti corre ai ripari: falle zero-day colpiscono l’Endpoint Manager Mobile
Redazione RHC - 30/01/2026

Ivanti ha rilasciato una serie di aggiornamenti critici per arginare due vulnerabilità di sicurezza che hanno colpito Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM). Si tratta di falle sfruttate attivamente in attacchi zero-day, una criticità tale da…

Immagine del sitoCultura
Elk Cloner: Il primo virus informatico della storia nacque come uno scherzo
Silvia Felici - 30/01/2026

Alla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…

Immagine del sitoCultura
Oggi nasceva Douglas Engelbart: l’uomo che ha visto e inventato il futuro digitale
Massimiliano Brolli - 30/01/2026

Certe volte, pensandoci bene, uno si chiede come facciamo a dare per scontato il mondo che ci circonda. Tipo, clicchiamo, scorriamo, digitiamo, e tutto sembra così naturale, quasi fosse sempre stato qui. E invece no,…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Attenzione al “I am not a robot”: la trappola malware che usa Google Calendar
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

Una nuova minaccia si aggira, usando la nostra più grande debolezza: l’abitudine. Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi a cliccare su caselle di verifica senza pensarci due volte? Ora, pare che i malintenzionati abbiano creato…