Mentre le indagini forensi risultano in corso relativamente all’incidente informatico avvenuto alla Regione Lazio, c’è chi sta affondando il pugnale nella piaga.
Infatti, nella giornata di ieri, è apparsa la notizia direttamente dal sito della Corte dei Conti, che i magistrati hanno recentemente approvato, con delibera n. 70/2021/GEST, la relazione relativa alla gestione dei servizi informatici nel sistema sanitario della Regione Lazio negli anni 2018-2019.
In tale relazione vengono rappresentate le modalità di gestione dei sistemi informatici degli enti sanitari della Regione Lazio (Asl, ospedali, policlinici universitari, istituti scientifici, Ares 118), e l’analisi sembrerebbe tutt’altro che buona.
Si parla inoltre della GSA, dei costi sostenuti, le criticità rilevate e le relative proposte di miglioramento), evidenziando anche le attività di propulsione e coordinamento svolte dalla Regione e dalla sua società in house LAZIOCrea, cui sono attribuiti compiti di progettazione e gestione dei sistemi informatici della Regione.
I magistrati hanno anzitutto rilevato “la presenza, su un medesimo tipo di prodotto, di una pluralità di differenti programmi e di sviluppi applicativi” e quindi una serie di repliche probabilmente inutili e diverse ditte fornitrici
Le principali questioni rilevate riguardano:
- la presenza, su un medesimo tipo di prodotto, di una pluralità di differenti programmi e di sviluppi applicativi, oltre che di diverse ditte fornitrici dei software, dell’assistenza e della manutenzione con emersione di scarso grado di colloquio tra le aziende sanitarie, che si ritiene utile superare attraverso il proficuo confronto sui bisogni comuni e sulla scelta dei prodotti maggiormente idonei alle proprie esigenze, fino a pervenire a programmi condivisi, che possano consentire maggiore efficienza, risparmio di spese e maggiore semplicità di uso, dato che trattasi di enti aventi medesime caratteristiche e simili necessità;
- il frequente aggiornamento dei propri programmi e/o delle relative applicazioni, che confligge con le dichiarazioni di alcuni enti sanitari, che manifestano problematiche legate più a forniture e utilizzi parziali non perfettamente integrati, dovute a sovrapposizioni, alla presenza di resistenze nell’utilizzo di alcuni programmi e ad altre criticità di gestione amministrativa, che non a questioni strettamente informatiche;
- la mancata emersione di attente considerazioni in merito alle modalità di acquisizione dei programmi, alla convenienza delle relative scelte e alla congruità dei costi sostenuti, con raccomandazione, in attesa della realizzazione di una più pregnante presenza della Regione Lazio nella fase di coordinamento degli acquisti, ad una attenta verifica di ogni scelta di approvvigionamento, auspicabilmente attraverso il proficuo confronto tra tutti gli enti;
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su
LinkedIn,
Facebook e
Instagram. Seguici anche su
Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o
Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su
bug,
data breach e
minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come
Pietro Melillo,
Massimiliano Brolli,
Sandro Sana,
Olivia Terragni e
Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri
Partner leader nel settore (tra cui
Accenture,
CrowdStrike,
Trend Micro e
Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa
peer-review tecnica.