
Un team dell’Università della California, Riverside, ha mostrato un nuovo modo per rimuovere dati privati e protetti da copyright dai modelli di intelligenza artificiale senza accedere ai set di dati originali. La soluzione affronta il problema dei contenuti personali e a pagamento riprodotti quasi alla lettera nelle risposte, anche quando le fonti vengono eliminate o bloccate dietro password e paywall.
L’approccio è chiamato “source-free certified unlearning”. Viene utilizzato un set surrogato statisticamente simile all’originale. I parametri del modello vengono modificati come se fosse stato riaddestrato da zero. Viene introdotto rumore casuale accuratamente calcolato per garantire la cancellazione. Il metodo dispone di un nuovo meccanismo di calibrazione del rumore che compensa le discrepanze tra i dati originali e quelli surrogati. L’obiettivo è rimuovere le informazioni selezionate e mantenere le prestazioni sul materiale rimanente.
La domanda di tale tecnologia è dettata dai requisiti del GDPR e del CCPA, nonché dalle controversie relative all’addestramento su testi protetti. I modelli linguistici vengono addestrati su Internet e talvolta producono frammenti quasi esatti delle fonti, il che consente di aggirare l’accesso a pagamento. Separatamente, il New York Times ha intentato una causa contro OpenAI e Microsoft in merito all’uso di articoli per addestrare i modelli GPT.
Gli autori hanno testato il metodo su set di dati sintetici e reali. L’approccio è adatto anche quando i set di dati originali sono persi, frammentati o legalmente inaccessibili.
Il lavoro è attualmente progettato per architetture più semplici, ancora ampiamente utilizzate, ma con ulteriori sviluppi il meccanismo può essere scalato a sistemi più ampi come ChatGPT.
I prossimi passi sono l’adattamento a tipologie di modelli e dati più complesse, nonché la creazione di strumenti che renderanno la tecnologia disponibile agli sviluppatori di tutto il mondo. La tecnologia è utile per i media, le organizzazioni mediche e altri proprietari di informazioni sensibili, e offre inoltre alle persone la possibilità di richiedere la rimozione di dati personali e proprietari dall’IA.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber NewsSecondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’attacco informatico che ha paralizzato i sistemi dell’Università La Sapienza non sarebbe motivato da fini politici. Gli hacker avrebbero inviato messaggi di rivendicazione spiegando di non agire per…
CybercrimeNella cyber security, spesso ci si concentra sulla ricerca di complessi bug nel codice sorgente, ignorando che la fiducia dell’utente finale passa per un elemento molto più semplice: un link di download. L’incidente che ha…
Cyber NewsNella giornata di lunedì mattina, un grave incidente informatico ha colpito l’Università La Sapienza di Roma, mettendo fuori uso una parte rilevante dell’infrastruttura digitale dell’ateneo. L’attacco ha avuto effetti immediati sulla didattica e sui servizi…
InnovazioneL’evoluzione delle piattaforme digitali ha raggiunto un punto di rottura dove la presenza umana non è più richiesta per alimentare il dibattito. Moltbook emerge come un esperimento sociale senza precedenti, un ecosistema dove milioni di…
CybercrimeNel mondo dell’underground criminale, il lavoro si divide tra “professionisti”. C’è chi sviluppa ed esercisce il ransomware, c’è chi vende un accesso iniziale alle aziende e c’è chi sfrutta l’accesso iniziale per condurre attacchi informatici…