
Considerare l’autenticazione multifattore (MFA) come una difesa assolutamente inviolabile non solo è un errore, ma una pericolosa sottovalutazione. Un toolkit chiamato Rockstar 2FA, sta prendendo di mira gli utenti di Microsoft 365 e Google con attacchi sofisticati che sfruttano la tecnica Adversary-in-the-Middle (AiTM). Questo metodo permette agli attaccanti di intercettare in tempo reale credenziali e cookie di sessione, bypassando anche le protezioni MFA più avanzate.
Rockstar 2FA è un kit di phishing-as-a-service (PhaaS) che, per una cifra contenuta di $200 per due settimane o $350 al mese, consente anche ai criminali informatici meno esperti di lanciare campagne sofisticate. Questo strumento avanzato offre funzionalità come il bypass dell’MFA, permettendo il furto dei cookie di sessione, protezione antibot per evitare i rilevamenti automatizzati, e la possibilità di creare temi personalizzabili che replicano perfettamente le pagine di login di servizi noti. Inoltre, i link generati sono FUD (Fully Undetectable), cioè totalmente invisibili ai sistemi di sicurezza, e l’interfaccia fornisce un pannello di controllo intuitivo, che consente ai criminali di gestire e monitorare facilmente le loro campagne. Queste caratteristiche rendono Rockstar 2FA uno strumento potente e pericoloso, accessibile anche a chi ha poca esperienza tecnica, trasformando il crimine informatico in un’attività sempre più strutturata e professionale.

Rockstar 2FA sfrutta una combinazione di vettori di attacco per colpire le sue vittime, utilizzando URL camuffati, codici QR e allegati dannosi inviati tramite account compromessi o strumenti di spamming. Una delle sue caratteristiche più insidiose è l’uso di piattaforme legittime come Google Docs Viewer e Microsoft OneDrive per ospitare i link di phishing, sfruttando così la fiducia degli utenti in questi servizi. Le false pagine di login, create con un’accuratezza estremamente dettagliata, imitano perfettamente quelle dei servizi reali. Una volta che l’utente inserisce le credenziali, queste vengono immediatamente inviate al server dell’attaccante, consentendogli di ottenere anche i cookie di sessione e aggirare le misure di autenticazione MFA.

La minaccia di Rockstar 2FA si inserisce in una tendenza più ampia, in cui il phishing diventa sempre più accessibile e sofisticato grazie a strumenti come i phishing-as-a-service. Campagne parallele, come quella recentemente individuata da Malwarebytes e denominata Beluga, mostrano come i criminali utilizzino allegati dannosi per sottrarre credenziali, mentre altre operazioni fraudolente continuano a diffondere applicazioni dannose con la promessa di guadagni facili. Questi esempi sottolineano quanto sia fondamentale per le aziende e gli utenti finali mantenere alta la guardia contro attacchi sempre più avanzati e su misura.
In un contesto dove persino l’MFA può essere aggirato, la sicurezza richiede un approccio a 360 gradi. Ecco alcune misure essenziali:
Rockstar 2FA non è solo una minaccia, ma un campanello d’allarme che segnala l’evoluzione del crimine informatico. Con la capacità di aggirare l’autenticazione MFA, il phishing non è più una semplice minaccia, ma un attacco strutturato e mirato che richiede una protezione adeguata.
Le aziende non possono più permettersi di basarsi esclusivamente su soluzioni tradizionali. La protezione contro questi attacchi sofisticati è una necessità strategica, che richiede investimenti in soluzioni avanzate e una vigilanza continua per proteggere le risorse più critiche e salvaguardare la fiducia degli utenti.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneL’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…
CybercrimeUna nuova minaccia si aggira, usando la nostra più grande debolezza: l’abitudine. Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi a cliccare su caselle di verifica senza pensarci due volte? Ora, pare che i malintenzionati abbiano creato…
CybercrimeLa falla di sicurezza in WinRAR, emersa durante la scorsa estate, ha mostrato una diffusione maggiore rispetto alle aspettative. Diverse organizzazioni, sia criminali comuni che gruppi APT finanziati da nazioni, stanno sfruttando attivamente questa vulnerabilità,…
CybercrimeIl forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), uno dei principali punti di riferimento del cybercrime underground internazionale, è stato ufficialmente chiuso e sequestrato dalle forze dell’ordine statunitensi. La notizia è emersa dopo che il dominio associato…
DirittiOggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…