Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Salt Typhoon: La Minaccia Cibernetica Cinese che Ha Colpito le Telecomunicazioni Americane

Salt Typhoon: La Minaccia Cibernetica Cinese che Ha Colpito le Telecomunicazioni Americane

Autore Inva Malaj
18 Novembre 2024 17:49

Salt Typhoon è il nome attribuito da Microsoft a un gruppo di hacker sponsorizzato dalla Cina, ritenuto responsabile di una serie di attacchi informatici sofisticati contro aziende di telecomunicazioni negli Stati Uniti. Questo gruppo, attivo dal 2020, è associato al Ministero della Sicurezza dello Stato cinese (MSS) e si concentra principalmente su obiettivi governativi e infrastrutture critiche in Nord America e Asia.

Il nome segue la convenzione di Microsoft, che utilizza “Typhoon” per indicare le minacce cibernetiche legate alla Cina, e un elemento descrittivo, in questo caso “Salt”, per rappresentare la specificità delle loro operazioni mirate.

Salt Typhoon si è distinto per aver attaccato compagnie leader come T-Mobile, AT&T, Verizon e Lumen Technologies. Gli obiettivi degli attacchi includono:

  1. Accesso ai Metadati delle Comunicazioni: Registri di chiamate e messaggi non crittografati.
  2. Sistemi di Sorveglianza Legale: Dati legati alle richieste di intercettazione autorizzate dai tribunali americani.
  3. Informazioni su Figure di Alto Profilo: Comunicazioni di funzionari governativi e personalità politiche di alto livello.

Il gruppo ha utilizzato avanzate tecniche di living off the land(LotL) , sfruttando strumenti integrati nei sistemi compromessi per evitare il rilevamento. Si è anche servito di vulnerabilità nei router Cisco, benché l’azienda abbia negato compromissioni dirette delle sue apparecchiature.

Implicazioni e Risposte

Gli attacchi hanno suscitato preoccupazioni per la sicurezza nazionale, in quanto Salt Typhoon ha dimostrato la capacità di penetrare sistemi di telecomunicazione critici, sollevando interrogativi sulla vulnerabilità delle infrastrutture utilizzate per sorveglianze legali e comunicazioni governative. Ron Wyden, senatore degli Stati Uniti, ha sottolineato come queste falle possano minare la fiducia del pubblico nei sistemi di sorveglianza e sicurezza del governo.

Il governo degli Stati Uniti ha risposto attivando un Cyber Unified Coordination Group (Cyber UCG) per mitigare i rischi e avviare indagini approfondite. Inoltre, il Cyber Safety Review Board (CSRB) sta esaminando le vulnerabilità sfruttate dagli hacker e delineando strategie per prevenire futuri attacchi.

T-Mobile ha confermato di essere stata colpita dalla campagna di Salt Typhoon. Tuttavia, l’azienda ha dichiarato di non aver riscontrato impatti significativi sui suoi sistemi o evidenze di esfiltrazione di dati sensibili dei clienti.

  • In una dichiarazione al Wall Street Journal, T-Mobile ha descritto l’attacco come “industriale”, sottolineando il costante monitoraggio dei suoi sistemi e la collaborazione con le autorità competenti.
  • Fonti anonime suggeriscono che i dati compromessi potrebbero includere metadati delle comunicazioni e messaggi, con implicazioni significative per la privacy e la sicurezza.

Conclusione e Raccomandazioni

Il caso Salt Typhoon sottolinea la crescente sofisticazione delle minacce cibernetiche sponsorizzate dallo stato e la necessità di:

  • Rafforzare le difese delle infrastrutture critiche.
  • Aggiornare normative per ridurre vulnerabilità strutturali.
  • Potenziare la collaborazione pubblico-privato per identificare e risolvere le falle di sicurezza.

Mentre le indagini proseguono, il caso rappresenta un importante monito per la comunità internazionale sulla necessità di investire nella cyber-resilienza per contrastare future operazioni di questa scala.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Inva Malaj 300x300
Studente con una solida formazione in gestione delle minacce di sicurezza informatica, intelligenza artificiale, etica dell'AI e trasformazione digitale. Attualmente impegnata in uno stage curriculare di 800 ore in Security Threat Management presso TIM, che è parte integrante del corso di formazione "Digital Transformation Specialist" presso l'ITS Agnesi a Roma. Ho completato il corso di Dark Web - Threat Management e sono parte attiva del Team DarkLab di Red Hot Cyber.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Attenzione al “I am not a robot”: la trappola malware che usa Google Calendar
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

Una nuova minaccia si aggira, usando la nostra più grande debolezza: l’abitudine. Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi a cliccare su caselle di verifica senza pensarci due volte? Ora, pare che i malintenzionati abbiano creato…

Immagine del sitoCybercrime
WinRAR come arma: Google scopre una falla sfruttata da APT e cybercriminali
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

La falla di sicurezza in WinRAR, emersa durante la scorsa estate, ha mostrato una diffusione maggiore rispetto alle aspettative. Diverse organizzazioni, sia criminali comuni che gruppi APT finanziati da nazioni, stanno sfruttando attivamente questa vulnerabilità,…

Immagine del sitoCybercrime
Colpo al cuore del cybercrime: RAMP messo offline. Il “tempio” del ransomware cade!
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Il forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), uno dei principali punti di riferimento del cybercrime underground internazionale, è stato ufficialmente chiuso e sequestrato dalle forze dell’ordine statunitensi. La notizia è emersa dopo che il dominio associato…

Immagine del sitoDiritti
La privacy è morta? No, ma è in coma! Cosa celebriamo davvero oggi 28 gennaio
Silvia Felici - 28/01/2026

Oggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…