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Sogei sull’incidente dell’Agenzia delle Entrate. Nessun attacco informatico

25 Luglio 2022 18:49

Come avevamo riportato questo pomeriggio, la situazione attorno alla rivendicazione della cybergang LockBit risulta abbastanza confusa.

In effetti non è la prima volta che avviene una cosa del genere. In passato RHC era entrata in azione relativamente al caso sulla Farmacia Statuto di Roma scoprendo che era stata pubblicata nel loro data leak site (DLS) una azienda al posto di un’altra.


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Come riportato in precedenza, una nostra fonte ci aveva informati che all’interno delle infrastrutture IT dell’Agenzia delle Entrate (AdE) non vi erano tracce di asset cifrati o richieste di riscatto e neanche in altre aziende o infrastrutture, come ad esempio “riscossione” o “ex equitalia”.

Pochi minuti dopo la pubblicazione sul sito di LocKbit, l’AdE ha emesso un comunicato, anche se non erano ancora chiare le dinamiche dei fatti.

Dopo poche ore dalla pubblicazione di LockBit sul DLS e dopo il primo comunicato stampa emesso dall’AdE, ecco che Sogei, esce con un comunicato che spiega l’accaduto che riportiiamo in anteprima, non ancora uscito sul sito di SOGEI al momento in cui scriviamo.

Comunicato della Sogei

Dagli accertamenti tecnici svolti SOGEI esclude pertanto che si possa essere verificato un attacco informatico al sito dell'Agenzia delle Entrate.

Resta in ogni caso attiva la collaborazione con l'Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e la Polizia Postale al fine di dare il massimo supporto alle indagini in corso

In sintesi, non si comprende ad ora di quale entità giuridica siano i dati riportati da LockBit come afferenti all’Agenzia delle Entrate.

Come avevamo riportato, ci sono varie informazioni che possono essere analizzate per comprenderne la fonte, cosa che sta facendo SOGEI e la Polizia Postale, che stanno lavorando in queste ultime ore intorno alla vicenda.

Si parla anche di un possibile collegamento con le infrastrutture della GESIS srl, cosa che risulta tutta da verificare. Tale collegamento è frutto solo della presenza all’interno dell’alberatura delle directory di due samples pubblicati da LockBit.

Questa sera alle 20.00, il prof. Baldoni, direttore dell’agenzia per la cybersicurezza nazionale parlerà al TG1 riportando della questione.

RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione