Redazione RHC : 5 Marzo 2024 07:18
Gli esperti di Guardio Labs hanno scoperto una campagna fraudolenta su larga scala chiamata SubdoMailing. Gli hacker hanno utilizzato più di 8.000 domini abbandonati e 13.000 sottodomini per inviare spam via e-mail di massa (fino a 5.000.000 di e-mail al giorno), traendo profitto da truffe e pubblicità dannose.
L’indagine di Guardio Labs è iniziata con la scoperta di modelli insoliti nei metadati delle e-mail e si è scoperto che questa campagna è attiva dal 2022. Gli operatori di SubdoMailing si impadroniscono dei domini abbandonati di diverse aziende rinomate e li utilizzano per inviare e-mail dannose.
Poiché questi domini appartengono ad aziende affidabili e conosciute, possono bypassare i filtri antispam e talvolta sfruttare i criteri SPF e DKIM configurati che comunicano ai gateway di posta elettronica sicuri che le e-mail non sono spam. I domini catturati vengono utilizzati anche per ospitare pagine di phishing e contenuti pubblicitari fraudolenti.
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I marchi interessati dall’attività di SubdoMailing includono: MSN, VMware, McAfee, The Economist, Cornell University, CBS, NYC.gov, PWC, Pearson, Better Business Bureau, Unicef, ACLU, Symantec, Java.net, Marvel ed eBay.
Quando fanno clic sui pulsanti incorporati nel corpo delle e-mail dannose, gli utenti vengono portati attraverso una serie di reindirizzamenti, che generano entrate per gli aggressori attraverso impressioni di annunci fraudolenti. E alla fine, la vittima finisce su una sorta di falso sito che distribuisce premi, sondaggi e truffa di affiliazione.
L’esame di una di queste e-mail, presumibilmente proveniente da MSN, ha dimostrato la varietà di tattiche utilizzate dagli aggressori per dare ai propri messaggi una percezione di legittimità e aggirare la sicurezza, compreso l’abuso dei controlli SPF (Sender Policy Framework), DKIM (DomainKeys Identified Mail) e DMARC ( (Protocolli di posta basata su dominio), Autenticazione dei messaggi, Reporting e Conformità).
Guardio Labs afferma che gli operatori di SubdoMailing prendono di mira principalmente domini e sottodomini di aziende rinomate, che attaccano utilizzando l’intercettazione CNAME e lo sfruttamento dei record SPF.
Negli attacchi CNAME gli aggressori cercano quindi sottodomini di marchi noti con record CNAME che rimandano a domini esterni non più registrati. Gli hacker registrano quindi questi domini tramite NameCheap.
Il secondo metodo consiste nell’esaminare i record SPF dei domini di destinazione, che utilizzano l’opzione “include:” per puntare a domini esterni che non sono più registrati. Di conseguenza, l’opzione di inclusione SPF viene utilizzata dagli hacker per importare mittenti di posta elettronica consentiti da un dominio esterno che ora è sotto il controllo degli aggressori.
Gli aggressori registrano i domini che trovano e poi modificano i loro record SPF per autorizzare i loro server di posta dannosi. Ciò fa sembrare che le e-mail truffa provengano da un dominio attendibile (come MSN).
Gli esperti di Guardio Labs associano questa campagna al gruppo ResurrecAds, che scansiona regolarmente Internet alla ricerca di domini abbandonati e dimenticati da sequestrare e acquisisce anche nuovi host, indirizzi IP e così via. È da notare che gli aggressori aggiornano costantemente una vasta rete di domini compromessi e acquistati (vengono registrati fino a 71 domini al giorno), server SMTP e indirizzi IP per mantenere la portata delle loro operazioni.
Secondo i ricercatori, SubdoMailing utilizza attualmente circa 22.000 indirizzi IP univoci, circa 1.000 dei quali sembrano essere proxy residenziali. La base di questa campagna è ora costituita da server SMTP sparsi in tutto il mondo e configurati per distribuire e-mail dannose attraverso una rete di circa 8.000 domini e 13.000 sottodomini.
Poiché la portata di questa operazione è enorme, Guardio Labs ha creato un sito Web speciale con il quale i proprietari di domini possono verificare se sono stati sottoposti a un attacco SubdoMailing e se il loro marchio viene utilizzato come copertura per la distribuzione di spam pericoloso.
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