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Tag: cve

MITRE pubblica la lista delle TOP25 debolezze software più pericolose del 2025

Il MITRE ha reso pubblica la classifica delle 25 più pericolose debolezze software previste per il 2025, secondo i dati raccolti attraverso le vulnerabilità del national Vulnerability Database. Tali vulnerabilità sono state individuate analizzando 39.080 record di Common Vulnerabilities and Exposures (CVE) riportati nell’anno in corso, al fine di segnalare le cause principali. L’aumento delle minacce informatiche ha elevato l’importanza della classifica annuale, la quale elaborata in base a dati CVE reali, permette una più efficace identificazione e riduzione dei rischi all’interno delle organizzazioni. Gli aggressori possono assumere il controllo del sistema, sottrarre dati sensibili o compromettere le applicazioni a causa di

Vulnerabilità critica in FortiOS e altri prodotti Fortinet: aggiornamenti urgenti

Una vulnerabilità critica, monitorata con il codice CVE-2025-59719, riguarda le linee di prodotti FortiOS, FortiWeb, FortiProxy e FortiSwitchManager è stata segnalata da Fortinet tramite un avviso di sicurezza urgente. Tale avviso è stato emesso in relazione a falle di sicurezza che interessano tali prodotti. Un aggressore potrebbe ottenere l’accesso amministrativo non autorizzato al dispositivo creando un messaggio SAML specifico, se la vulnerabilità viene sfruttata. Tale vulnerabilità è causata dall’incapacità del dispositivo di verificare in modo corretto le firme dei messaggi SAML. Fortinet raccomanda ai propri clienti di procedere con l’aggiornamento alle versioni più recenti che seguono. Per quelle organizzazioni che non sono

ENISA assume il ruolo di Root nel programma CVE per la sicurezza informatica europea

L’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza informatica (ENISA) ha assunto il ruolo di Root all’interno del programma Common Vulnerabilities and Exposures (CVE), diventando il principale punto di riferimento per le autorità nazionali, i CSIRT dell’UE e i partner che rientrano nel suo mandato. Il nuovo incarico amplia le funzioni già svolte dall’Agenzia come Autorità di Numerazione delle Vulnerabilità (CNA), alla quale è affidata l’assegnazione degli identificatori CVE e la pubblicazione dei relativi record per le segnalazioni gestite dai CSIRT europei, un ruolo operativo attivo da gennaio 2024. Il direttore esecutivo dell’ENISA, Juhan Lepassaar, ha evidenziato come questo cambiamento rafforzi la capacità dell’Agenzia

CISA lancia nuovo piano per migliorare qualità CVE e difesa informatica globale

La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) degli Stati Uniti ha presentato il documento “CISA Strategic Focus CVE Quality for a Cyber Secure Future”, una visione strategica volta a ridefinire il programma Common Vulnerabilities and Exposures (CVE). L’obiettivo è orientare il sistema verso le reali esigenze della comunità globale della sicurezza informatica, ponendo al centro fiducia, reattività e qualità dei dati. Il documento segna il passaggio da una fase di crescita quantitativa a un’”era di qualità”, che mira a rafforzare la logica costruttiva e l’evoluzione del sistema di difesa cibernetica. Il progetto CVE, nato come strumento universale di identificazione delle vulnerabilità, ha

Vulnerabilità Critica nel Kernel Linux: Una nuova Escalation di Privilegi

È stata scoperta una vulnerabilità critica di tipo double free nel modulo pipapo set del sottosistema NFT del kernel Linux. Un aggressore senza privilegi può sfruttare questa vulnerabilità inviando un messaggio netlink appositamente predisposto, innescando un errore double-free con elevata stabilità. L’aggressore può sfruttare le tecniche di exploit del kernel per ottenere un’escalation locale dei privilegi. La vulnerabilità risiede nella funzione nft_add_set_elem che si trova in net/netfilter/nf_tables_api.c, dove una variabile stack non inizializzata struct nft_set_elem elem diventa la fonte del difetto di sicurezza. Gli analisti di SSD hanno riportato che il problema si verifica quando l’opzione di configurazione CONFIG_INIT_STACK_ALL_ZERO è disabilitata, lasciando dati non

Scoperta grave vulnerabilità su Chrome: exploit usato da APT TaxOff per installare malware avanzato

Secondo una analisi degli specialisti del Positive Technologies Expert Security Center, è stata rilevata una nuova vulnerabilità in Google Chrome monitorata con l’identificatore CVE-2025-2783, che consente l’escape dalla sandbox, sfruttata attivamente dal gruppo APT TaxOff da marzo 2025. La catena di attacco inizia con e-mail di phishing che utilizza il CVE-2025-2783, concepita per apparire come inviti legittimi a eventi di alto profilo, tra cui il forum Primakov Readings. Quando le vittime cliccano sui link dannosi incorporati in queste e-mail, l’ exploit si attiva automaticamente, bypassando la sandbox di sicurezza di Chrome e installando la backdoor Trinper senza richiedere ulteriore interazione da parte dell’utente. I ricercatori hanno

CVE a rischio estinzione: il sistema che protegge il mondo cyber sta per crollare. Nel mentre l’Europa?

Due membri democratici del Congresso hanno chiesto una revisione completa del programma chiave Common Vulnerabilities and Exposures (CVE) del Government Accountability Office (GAO), citando l’interruzione dei finanziamenti federali e le potenziali minacce all’intero ecosistema di sicurezza informatica che sostiene il sistema. I deputati Bennie Thompson e Zoe Lofgren hanno inviato una lettera al revisore generale Eugene Dodaro esprimendo preoccupazione per il fatto che il taglio dei finanziamenti potrebbe paralizzare il flusso di informazioni fondamentali sulle minacce informatiche, da cui dipendono sia il settore privato sia le agenzie governative. CVE tra tagli, CISA e fondi per 11 mesi Il finanziamento per il programma CVE è terminato nell’aprile

Nuova RCE in Microsoft Outlook. La tua azienda compromessa con un semplice click

Un grave bug di sicurezza è stato risolto da Microsoft nel suo client di posta elettronica Outlook durante il Patch Tuesday di maggio 2025. Si tratta del CVE-2025-32705, che consente l’esecuzione di codice remoto (RCE) in Microsoft Outlook, causato da una debolezza di lettura fuori dai limiti. Questa vulnerabilità evidenzia ancora una volta i rischi legati agli errori di memoria fuori limite in software ampiamente utilizzati come Microsoft Outlook.  L’anteprima della email di Outlook in questa CVE non consente l’esecuzione dell’exploit ma occorre una interazione attiva dell’utente. Microsoft ha attribuito ad Haifei Li di EXPMON il merito di aver scoperto la vulnerabilità e ha

Asus sotto accusa! Dei bug critici in DriverHub consentono RCE con un solo clic!

Asus ha rilasciato delle patch che risolvono due vulnerabilità in Asus DriverHub. Se sfruttati con successo, questi problemi potrebbero consentire l’esecuzione remota di codice arbitrario. DriverHub è uno strumento che funziona in background e interagisce con il sito web driverhub.asus.com. È progettato per informare gli utenti sui driver che devono essere installati o aggiornati. Lo strumento utilizza il protocollo RPC e ospita un servizio locale con cui il sito può interagire tramite richieste API. Un ricercatore indipendente neozelandese, noto con il soprannome MrBruh, ha scoperto due vulnerabilità in DriverHub che possono essere utilizzate per eseguire codice arbitrario da remoto. CVE-2025-3462 (punteggio CVSS 8,4) è una vulnerabilità

Un bug vecchio 8 anni in Microsoft Word viene sfruttato per installare l’infostealer FormBook

Una recente analisi condotta dai FortiGuard Labs di Fortinet ha rivelato una sofisticata campagna di phishing volta a diffondere una nuova variante del malware FormBook, un infostealer noto per la sua capacità di sottrarre dati sensibili dai dispositivi compromessi. La campagna sfrutta la vulnerabilità CVE-2017-11882 presente nei documenti Microsoft Word per infettare i sistemi degli utenti Il vettore iniziale dell’attacco è un’email di phishing che simula un ordine di vendita, contenente un documento Word denominato “order0087.docx”. Questo file, salvato in formato Office Open XML (OOXML), include un riferimento a un file esterno “Algeria.rtf” attraverso il nodo “<w:altChunk>” nel file document.xml. Quando l’utente apre

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