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Ubuntu a rischio: scoperte 3 tecniche per aggirare la sicurezza e ottenere privilegi di root!

Ubuntu a rischio: scoperte 3 tecniche per aggirare la sicurezza e ottenere privilegi di root!

31 Marzo 2025 16:04

In Ubuntu Linux sono stati scoperti tre metodi per aggirare le restrizioni relative allo spazio dei nomi utente, consentendo ad aggressori locali di aumentare i privilegi sul sistema. Sebbene sia stata messa in atto una protezione per prevenire questo tipo di attacco, per gli specialisti di Qualys questo è stato possibile utilizzando vari metodi e gli strumenti standard del sistema.

Le restrizioni sullo spazio dei nomi sono state introdotte in Ubuntu 23.10 e sono diventate abilitate per impostazione predefinita nella versione 24.04. Si basano sul meccanismo AppArmor e mirano a impedire la creazione di namespace con diritti amministrativi da parte di utenti comuni. Ricordiamo che lo spazio dei nomi consente di eseguire processi con privilegi di root all’interno di un ambiente isolato senza disporre degli stessi diritti sul sistema host.

Questi tre modi di bypass consentono di creare uno spazio dei nomi con pieni poteri di amministratore, ma senza fornire il controllo totale sul sistema. Il pericolo di questi metodi è che possono essere combinati con altre vulnerabilità del kernel che richiedono privilegi elevati per essere sfruttate.

Il primo metodo utilizza l’utilità aa-exec, progettata per eseguire programmi con uno specifico profilo AppArmor. Alcuni profili, come Trinity, Chrome e Flatpak, non impediscono la creazione di namespace privilegiati. Eseguendo il comando unshare tramite aa-exec con tale profilo è possibile aggirare la protezione.

Il secondo metodo prevede l’utilizzo della shell busybox, installata di default nelle edizioni server e desktop di Ubuntu. Il profilo di sicurezza per busybox consente di creare namespace personalizzati senza restrizioni. L’avvio di una shell tramite busybox apre una via per aggirare la protezione.

Il terzo metodo si basa sull’uso della variabile d’ambiente LD_PRELOAD, con la quale è possibile iniettare la libreria in un processo attendibile. Ad esempio, l’esecuzione di una shell interattiva all’interno del file manager Nautilus che dispone di un profilo AppArmor gratuito consente l’accesso allo spazio dei nomi con privilegi.

Il 15 gennaio Qualys ha informato il team di sicurezza di Ubuntu della scoperta, concordando una diffusione coordinata. Tuttavia, uno dei bypass relativi a busybox è stato pubblicato da un ricercatore indipendente il 21 marzo. Canonical ha riconosciuto i problemi e ha affermato di non considerarli vulnerabilità, bensì difetti nel suo meccanismo di sicurezza. Pertanto, gli aggiornamenti verranno rilasciati secondo il programma consueto, senza soluzioni di emergenza.

Il forum ufficiale di Ubuntu ha suggerito raccomandazioni per gli amministratori che desiderano migliorare la propria sicurezza. Tra loro:

  • Attivazione del parametro kernel.apparmor_restrict_unprivileged_unconfined=1;
  • disabilitare i profili troppo liberi per busybox e Nautilus;
  • utilizzo di un profilo più rigido per il bwrap, se utilizzato.
  • Utilizzo dell’utilità aa-status per identificare e disabilitare profili AppArmor potenzialmente pericolosi.

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