Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Una breve introduzione alla Computer forensics

18 Settembre 2022 08:00

Autore: Carlo Denza

Negli ultimi anni si è fatta strada questa nuova branca della scienza che si può inserire nell’intersezione tra la Scienza Informatica e la Scienza Giuridica. E’ entrata a far parte come materia di studi in vari  corsi universitari.

Ma cos’è la computer forensics e cosa fa?

E qual è l’ambito di applicazione della Computer Forensics?

Proviamo a rispondere a queste domande.

In maniera semplice ed intuitiva possiamo dire che la materia che andiamo ad analizzare si occupa del trattamento dei dati e della loro gestione. O anche del recupero e della loro ricostruzione, diretta o indiretta.

Mentre l’ambito di applicazione lo possiamo individuare in qualsiasi reato dove possa esistere un sistema informatico coinvolto a qualsiasi titolo. Detto questo, quale potrebbe essere una definizione della computer forensics.

Una possibile definizione potrebbe essere la seguente:

“Si può identificare la computer forensics come un insieme di metodologie, scientificamente provate, che hanno come scopo principale la ricostruzione di eventi ai fini probatori che coinvolgono direttamente o indirettamente un supporto digitale”.

Un po’ di Storia

In Italia quale punto di partenza della computer forensics possiamo indicare l’anno 1993, anno in cui è stata emanata una legge organica in materia informatico-penale. Con tale legge si è cercato di recepire la Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 9 settembre 1989 n. R (89)—9 Anche se i primi progetti di legge per la regolamentazione dei comportamenti illeciti legati all’informatica sono stati presentati al Parlamento italiano già negli anni 80.

Ma solo a partire dal 1994, anno in cui gli uffici di procura della repubblica, uffici nei quali svolgono il loro servizio i magistrati, cioè coloro che indagano e promuovono l’azione penale con l’ausilio della polizia giudiziaria, passano dai registri cartacei(registri dove vengono annotate le notizie di reato) ai registri digitali. La svolta però arriva nel 2008, anno in cui inizia una vera è propria rivoluzione per la computer forensics, periodo in cui i dispositivi digitali personali e non hanno raggiunto una larga diffusione, la quale nasce come spontanea conseguenza del problema della gestione dei reperti digitali.

Anche la cronaca spesso ci racconta dell’importanza di queste metodologie. Avendo quasi tutti con sé un dispositivo mobile personale,  il quale diventa la prima fonte da cui ricavare informazioni o dati fondamentali.

Nuove figure professionali

Ecco quindi configurarsi anche un nuovo profilo professionale, il digital forenser.

Tale figura professionale potrebbe essere identificata in un consulente tecnico oppure un operatore delle forze dell’ordine.

Le metodologie che sono alla base della computer forensics sono:

  • Identificazione
  • Raccolta
  • Validazione
  • Preservazione
  • Analisi
  • Interpretazione
  • Documentazione
  • Presentazione

Conclusioni

Ricapitolando, consideriamo la Computer Forensic come un insieme di metodologie, scientificamente provate, che hanno come scopo principale la ricostruzione di eventi ai fini probatori con il coinvolgimento diretto o indiretto di un supporto digitale. E’ necessari ricordare che sostanzialmente, ridotto ai minimi termini, le analisi di sistemi digitali hanno lo scopo di cercare Dati. Questo allo scopo fondamentale di trovare una prova importante che possa dare una svolta alle indagini. Inoltre bisogna ricordare che oggi dati importanti possono essere ricavati non solo da computer ma anche da server, memory card, cloud.

Una delle prima analisi fatta a livelli investigativo è chiamata preview. Diciamo subito che la preview consiste in una analisi di primo livello delle memorie dei dispositivi. Lo scopo di questa prima analisi è individuare possibili elementi di interesse investigativo. Analisi di questo tipo devono essere eseguite da personale competente e con l’uso di determinati strumenti. Questo allo scopo di evitare il rischio di alterare i contenuti portando alla dispersione della prova.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Carlo Denza 150x150
Ha frequentato il corso di Informatica presso l’Università Federico II di Napoli, contribuendo allo sviluppo di applicazioni software in Java per il settore sanitario. Si dedica alla scrittura tecnica e alla divulgazione in ambito ICT e cybersecurity. Corrispondente per Red Hot Cyber, segue l’evoluzione dello scenario tecnologico nazionale e internazionale partecipando ai principali eventi di settore, raccontando le tendenze emergenti dell’innovazione digitale e della sicurezza informatica.
Aree di competenza: Storia dell'informatica, Awareness, Divulgazione, Inviato per Red Hot Cyber

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…