
Il dipartimento della Difesa Usa affida le operazioni cibernetiche, sul suolo americano ed internazionale ad un “esercito segreto” di circa 60.000, persone, per gestire la minacce alla sicurezza nazionale contro gli Stati Uniti D’America.
Questa non è una novità, in quanto di un volume enorme di “cyber-guerrieri” era trapelato in passato anche dal rapporto Snowden, ma sembra che il settimanale statunitense “Newsweek” sia andato a fondo, secondo cui la forza in questione è dell’ordine di dieci volte superiore al personale della Central Intelligence Agency (Cia).
I membri di questo “esercito segreto” agirebbero sotto copertura, spesso distaccati presso compagnie e Forze armate Usa in tutto il mondo, oppure agendo sotto la copertura di aziende o società di facciata.
L’enorme spostamento di asset e risorse umane verso operazioni clandestine sarebbe in parte il risultato di una risposta alle sfide di un mondo sempre più “aperto” e interconnesso, nonché all’esposizione degli Stati Uniti a nuove minacce cibernetiche, soprattutto quelle informatiche, da parte di attori statali come la Cina e la Russia.
“Newsweek” riferisce che il numero degli addetti è frutto di due anni di indagini, che hanno passato in rassegna oltre 600 curriculum e un migliaio di posizioni di lavoro, attraverso decine di richieste di accesso agli atti tramite il Freedom of Information Act e di colloqui con funzionari della Difesa.
Da questo sforzo giornalistico emergerebbe un settore poco conosciuto all’interno delle Forze armate Usa, ma anche una serie di pratiche completamente non regolamentate.
Secondo il settimanale, “nessuno conosce con esattezza le dimensioni complessive del programma, nonché il suo impatto sulle politiche e la cultura militare”.
La costituzione di tale “gigantesca forza clandestina”, accusa “Newsweek”, “sfida la legge statunitense, la Convezione di Ginevra, il codice di condotta militare e i basilari principi di accountability“.
Mi sembra che molte cose risultino fuori norma quando si parla di sicurezza nazionale USA, ma è anche vero che pare che gli Stati Uniti in questo periodo storico stiano veramente in difficoltà, anche in considerazione di questa immensa forza lavoro impiegata su queste operazioni.
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