
Secondo Francisco Jeronimo, vicepresidente dei dispositivi EMEA presso IDC, intervenendo a una conferenza TED, acquistare gadget ricondizionati può rappresentare un passo importante verso un consumo più sostenibile e una riduzione dei danni causati dai rifiuti elettronici.
Secondo lui , nel 2022 sono state prodotte in tutto il mondo 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. In media, ogni persona ha scartato 11,2 chilogrammi di dispositivi elettronici. Tuttavia, la responsabilità della portata del problema non può essere attribuita esclusivamente ai produttori e ai governi. Come ha osservato l’analista, ogni utente ha il suo “super modo” per influenzare la situazione, ovvero prolungando la durata di vita delle apparecchiature e scegliendo dispositivi ricondizionati invece di quelli nuovi.
“Diamo sempre più la colpa alle aziende e ai marchi”, afferma Jeronimo, “ma in realtà abbiamo il potere di cambiare le regole del gioco. Ogni volta che rinunciamo a un nuovo acquisto a favore di apparecchiature ricondizionate, votiamo per un modello economico più sostenibile“.
Jeronimo ha ricordato che la cosiddetta economia circolare richiede di ripensare non solo la produzione, ma anche i consumi. Ad esempio, secondo i calcoli dell’Ufficio europeo dell’ambiente, se i cittadini dell’UE prolungassero di almeno un anno la durata di vita di lavatrici, computer portatili, aspirapolvere e smartphone, le emissioni di anidride carbonica si ridurrebbero di 4 milioni di tonnellate all’anno.
Ha anche paragonato il mercato dell’elettronica ricondizionata al fiorente mercato dell’abbigliamento di seconda mano, la cui popolarità sta crescendo grazie a piattaforme come Vinted ed eBay. Ma con la tecnologia, tutto è ancora diverso, nonostante ci siano 62 milioni di motivi per cambiarlo.
“Al primo segno di un problema corriamo ancora al negozio per comprare un nuovo telefono“, ha osservato Geronimo. “Sebbene abbiamo già delle opzioni: riparare il dispositivo o acquistare un gadget ricondizionato certificato e garantito.”
Gli esperti affermano che se ogni prodotto durasse un anno in più, sarebbe come togliere dalle strade 2 milioni di auto ogni anno. Tuttavia, non tutti i produttori sono pronti a rendere le riparazioni semplici e convenienti. Secondo uno studio dell’organizzazione statunitense PIRG, nel 2024-2025 gli otto maggiori marchi di laptop mostreranno scarsi miglioramenti in termini di riparabilità. Apple e Dell hanno fatto qualche progresso in questa direzione, ma nel complesso la situazione resta difficile.
Tuttavia, il mercato dei dispositivi ricondizionati continua a crescere. Nel 2023, le spedizioni globali di smartphone ricondizionati sono aumentate del 9,5%, raggiungendo i 309 milioni di unità. A titolo di paragone, nello stesso periodo le vendite di nuovi dispositivi sono diminuite del 3,2%.
Nel marzo 2024, uno studio delle Nazioni Unite ha rilevato che i volumi di rifiuti elettronici stavano crescendo quasi cinque volte più velocemente del riciclaggio. Dei 62 milioni di tonnellate di rifiuti generati nel 2022, solo 13,8 milioni di tonnellate sono state ufficialmente raccolte e riciclate. Nel frattempo, oltre al danno ambientale, i rifiuti elettronici causano anche ingenti perdite economiche: fino a 78 miliardi di dollari in costi esterni, più 10 miliardi di dollari in costi di smaltimento. Ma i potenziali benefici di un corretto riciclaggio potrebbero raggiungere i 51 miliardi di dollari, includendo il recupero di materiali come oro, rame e ferro, nonché la riduzione delle emissioni di gas serra.
Il significato è semplice: più a lungo funziona il dispositivo, meno danni provoca. E scegliere il ricondizionato non è solo un consumo intelligente, ma ha anche un impatto reale sul settore.
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