Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Banner Desktop
320x100 Itcentric
853,7 Gbps è l’attacco record che è stato sventato da Akamai

853,7 Gbps è l’attacco record che è stato sventato da Akamai

30 Luglio 2022 13:28

Il più grande attacco DDoS in Europa si è verificato all’inizio di questo mese e ha colpito uno dei clienti di Akamai nell’Europa orientale. 

Il nome dell’azienda presa di mira dagli hacker non è stato reso noto, ma si sa che è specializzata in cybersecurity e servizi cloud. La potenza di attacco di picco ha raggiunto 853,7 Gbps.

Gli esperti di Akamai riferiscono che negli ultimi 30 giorni un’azienda senza nome è stata oggetto di una serie di attacchi DDoS, suddivisi in dozzine di “onde”. Diversi indirizzi IP sono stati attaccati contemporaneamente e il numero totale di incidenti ha superato 75.

Se parliamo nello specifico del record, allora questo attacco è avvenuto il 21 luglio 2022, è durato circa 14 ore e ai picchi ha raggiunto una potenza di 853,7 Gb/s e 659,6 Mp/s (milioni di pacchetti al secondo).

In questa campagna, gli hacker si sono affidati principalmente all’UDP flood, che è diventato il vettore di attacco più popolare utilizzato durante gli attacchi DDoS con potenza record. Gli aggressori hanno anche fatto ricorso a metodi come la frammentazione UDP, ICMP flood, RESET flood, SYN flood, anomalie TCP, frammenti TCP, PSH ACK flood, FIN push flood e semplice PUSH flood.

Secondo gli esperti di Akamai, questi attacchi DDoS provenivano da una botnet molto complessa e globale”, ma i ricercatori si astengono dall’attribuzione diretta.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Colpo al cuore del cybercrime: RAMP messo offline. Il “tempio” del ransomware cade!
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Il forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), uno dei principali punti di riferimento del cybercrime underground internazionale, è stato ufficialmente chiuso e sequestrato dalle forze dell’ordine statunitensi. La notizia è emersa dopo che il dominio associato…

Immagine del sitoDiritti
La privacy è morta? No, ma è in coma! Cosa celebriamo davvero oggi 28 gennaio
Silvia Felici - 28/01/2026

Oggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…

Immagine del sitoCyber News
OpenSSL: 12 bug di sicurezza rilevati tra i quali una vulnerabilità critica
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Un aggiornamento di sicurezza è stato rilasciato dai responsabili della manutenzione di OpenSSL, la libreria crittografica, al fine di risolvere circa una dozzina di vulnerabilità che includono, tra gli altri, errori logici e corruzioni di…

Immagine del sitoCyberpolitica
Autonomia Digitale: La Francia dice addio a Teams e Zoom dal 2027
Silvia Felici - 28/01/2026

Non è la prima iniziativa che spunta su questo fronte, ultimamente. Anzi, se ne sentono diverse, una dopo l’altra. Ed è quasi inevitabile: autonomia tecnologica e sicurezza nazionale stanno diventando un terreno sempre più battuto,…

Immagine del sitoCultura
Il ransomware non blocca i server, blocca il credito. Il lato finanziario della cybersecurity
Antonio Piovesan - 27/01/2026

C’è questa idea sbagliata, un po’ romantica volendo, per cui il ransomware è “roba da IT”: qualche server in crisi, due notti in bianco, poi si riparte e fine… La realtà, soprattutto per un’azienda quotata…