
Come abbiamo riportato in un recente aggiornamento, un attacco ransomware si è abbattuto sul Cloud Service Provider Westpole. L’incidente ha messo in ginocchio numerosi servizi aziendali interconnessi, tra cui quelli cruciali di PA Digitale. L’azienda ha reagito tempestivamente emettendo comunicati regolari, con l’ultimo del 13 dicembre. Tale comunicato è stato inviato anche a Red Hot Cyber, nel quale si assicurava il graduale ripristino dei sistemi.
Tuttavia, la situazione si è ulteriormente complicata con l’intervento di AGID (Agenzia per l’Italia Digitale), un organo governativo italiano responsabile della supervisione dell’ambito digitale. Ai sensi dell’art. 14bis comma 2 lettera i) del CAD, AGID ha richiesto chiarimenti dettagliati a PA Digitale SpA entro 2 giorni, con focus su diversi punti chiave.
Innanzitutto, AGID ha chiesto di chiarire se l’evento ha coinvolto i servizi di conservazione a norma, un aspetto cruciale considerando la sensibilità dei dati gestiti. Successivamente, la richiesta si è concentrata sui dettagli dei disservizi, esortando PA Digitale a fornire una panoramica completa delle aree colpite e delle funzionalità compromesse.
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PA Digitale è stata altresì sollecitata a condividere le azioni intraprese per risolvere e mitigare il problema. E’ stato richiesto anche di fornire un quadro delle misure di sicurezza adottate per prevenire futuri incidenti. AGID ha puntato a comprendere l’impatto preciso dell’incidente sugli utenti, mettendo in luce l’importanza di una comunicazione chiara e trasparente con la clientela.
Infine, è stata richiesta da AGID la documentazione dettagliata sul sistema di conservazione e di protezione dei documenti di PA Digitale. AGID ha sottolineato l’importanza di una rigorosa compliance e delle procedure di sicurezza implementate.
Questa mossa da parte di AGID evidenzia la crescente attenzione e vigilanza delle autorità sulle questioni di sicurezza cloud. Sottolinea l’importanza critica di protocolli avanzati e robuste misure di protezione dati nel panorama digitale odierno.
Resta da vedere come PA Digitale risponderà a questa richiesta di chiarimenti, e come l’intera vicenda influenzerà il futuro della sicurezza cloud in Italia.
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