Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Russia colpita dal ransomware: LokiLocker e BlackBit minacciano le imprese locali

Russia colpita dal ransomware: LokiLocker e BlackBit minacciano le imprese locali

25 Maggio 2023 07:24

Gli esperti di FACCT Digital Forensic Lab avvertono di un aumento dell’attività dei ransomware LokiLocker e BlackBit in Russia. Un terzo di tutte le vittime di questi ransomware nel mondo si trova nella Federazione Russa – 21 aziende

Gli aggressori chiedono un riscatto fino a 100.000 dollari (8 milioni di rubli) per la decrittazione dei dati. Tuttavia, è importante notare che non rubano informazioni o crittografano file su computer in cui il persiano è selezionato come lingua utente.

Gli esperti hanno registrato i primi attacchi utilizzando LokiLocker nella primavera del 2022 in Medio Oriente, sebbene il ransomware stesso sia apparso nell’estate del 2021. Successivamente, sono stati scoperti in tutto il mondo attacchi che utilizzano LokiLocker, distribuito tramite il programma partner RaaS (Ransomware-as-a-Service, “estorsione come servizio”).

Pannello di accesso a BlackBit (Fonte Facct)

In Russia, insieme a LokiLocker, gli aggressori hanno utilizzato un nuovo ransomware “correlato” con il marchio BlackBit per attaccare le medie e piccole imprese. In termini di funzionalità, è quasi identico a LokiLocker, la differenza principale è solo nella denominazione: l’estensione viene utilizzata per i file crittografati .blackbit.

Dall’aprile 2022, LokiLocker e BlackBit hanno attaccato almeno 62 aziende in tutto il mondo, con 21 vittime in Russia, secondo il Digital Forensics Lab. Fondamentalmente, si tratta di piccole e medie imprese dei settori dell’edilizia, del turismo e del commercio al dettaglio.

L’importo del riscatto iniziale varia da 10.000 ai 100.000 dollari, dipende dalla capacità finanziaria dell’azienda e dal numero di chiavi di decrittazione acquistate dalla vittima: ogni host crittografato richiede la propria chiave univoca.

Una delle funzionalità del ransomware è il controllo della lingua di input: se il malware trova la lingua persiana installata sul computer, interrompe le sue attività. Tuttavia, la questione dell’origine degli aggressori è ancora aperta.

Messaggio che compare all’apertura del file .blackbit (Fonte Facct)

Alcuni ricercatori ritengono che gli attacchi di LokiLocker e BlackBit siano effettuati “sotto false flag” per rendere difficile il lavoro dei ricercatori. Allo stesso tempo, gli esperti di FACCT non escludono la possibilità che la composizione del gruppo possa essere internazionale, nonostante il programma di affiliazione e le prime versioni di questi ransomware siano state create da madrelingua persiani.

FACCT ha stabilito che la durata media degli attacchi LokiLocker e BlackBit varia da un giorno a diversi giorni. Gli aggressori lanciano l’attacco utilizzando servizi di accesso remoto compromessi, principalmente terminal server RDP (Remote Desktop Protocol) pubblicamente disponibili. Per ottenere l’accesso al server RDP, gli aggressori possono utilizzare la selezione di accessi e password o acquistarli su risorse Internet underground da intermediari.

Dopo aver ottenuto l’accesso iniziale, gli aggressori cercano di prendere piede nella rete e ottenere credenziali privilegiate, per le quali utilizzano la nota e legittima utility Mimikatz. Nel processo di ricognizione, gli aggressori possono esaminare file e documenti sugli host per valutare la capacità finanziaria della vittima, ma non rubano questi dati.

Richiesta di riscatto (Fonte Facct)

Per comunicare con le vittime, gli hacker utilizzano la posta elettronica e il messenger di Telegram. Se il riscatto non viene ricevuto e il decryptor non viene utilizzato entro 30 giorni, il ransomware distrugge tutti i dati sul sistema compromesso.

Alla luce delle tensioni geopolitiche, le imprese russe sono sempre più prese di mira da attacchi informatici, in cui il ransomware, precedentemente raro in Russia, sta svolgendo un ruolo sempre più importante. 

Tuttavia, sebbene gli aggressori di LokiLocker e BlackBit non utilizzino metodi sofisticati e innovativi, il loro successo è dovuto all’atteggiamento negligente delle aziende nei confronti della sicurezza dei servizi di accesso remoto esterni, in particolare dei terminal server accessibili al pubblico, che amplia notevolmente le possibilità di attacco e rende più facile per gli aggressori.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…