L’analisi delle minacce legate alla campagna Konni mostra la crescente attività del gruppo Kimsuky, che utilizza vari metodi per attacchi furtivi. Il pericolo risiede nell’utilizzo di servizi cloud e FTP legittimi per infettare gradualmente i sistemi target, rendendo difficile il rilevamento di file dannosi. La campagna colpisce non solo i sistemi della Corea del Sud, ma anche le agenzie governative russe e altri obiettivi internazionali.
Utilizzando tecniche come spear-phishing e documenti dannosi (ad esempio file con estensione “.exe”, “.scr”, “.ppam”), gli aggressori mascherano i loro attacchi come richieste o documenti legittimi. In uno di questi attacchi, scoperto nel 2022, gli aggressori hanno utilizzato documenti falsi relativi alla politica estera, alle transazioni fiscali e finanziarie russe, confermando gli obiettivi più ampi della campagna.
Per eseguire comandi di controllo remoto, gli aggressori utilizzano domini e servizi di hosting gratuiti, che rendono più semplice creare e nascondere server di comando e controllo (C2). Un elemento importante degli attacchi è la modifica e l’iniezione di malware attraverso la creazione di (RAT) utilizzando PowerShell e VBS, che poi eseguono comandi crittografati sui dispositivi compromessi.
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I numerosi file scoperti durante l’analisi dimostrano la capacità del gruppo di adattarsi alle condizioni e di utilizzare metodi sofisticati per aggirare i sistemi di sicurezza tradizionali, compresi gli attacchi basati su file e senza file. I moderni sistemi di rilevamento e risposta degli endpoint (EDR) aiutano a identificare le minacce più rapidamente e a prevenirle nelle fasi iniziali, riducendo il rischio di violazioni dei dati su larga scala.
Negli ultimi anni, le campagne associate a Kimsuky hanno incluso non solo attacchi mirati contro agenzie governative, ma anche attacchi contro rappresentanti di operazioni di criptovaluta, indicando le motivazioni finanziarie del gruppo.
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