
Il mercato delle app di intelligenza artificiale sta attraversando un’altra strana svolta: ora gli utenti possono “abbracciare” personaggi di fantasia, baciare i propri cari defunti e trasformare foto casuali in fantasmagorie animate in modo scadente.
Queste app, che hanno invaso TikTok e gli app store, oscillano tra l’imbarazzante e l’inquietante. Da un lato ci sono modelli apparentemente innocui con gatti e nonne, mentre dall’altro ci sono scene apertamente feticistiche in cui l’intelligenza artificiale modifica i corpi, ingrandisce i seni e trasforma foto ordinarie in mini-scene a sfondo sessuale.
Gli algoritmi di queste app possono fare molto: cambiare un’acconciatura, snellire l’utente, farlo ballare in pigiama con le orecchie. Tuttavia, dietro l’apparente innocenza, si celano spesso funzioni discutibili. In una delle app più popolari, bastano un paio di foto per ottenere un video in cui l’utente abbraccia o bacia appassionatamente una celebrità, ad esempio Robert Pattinson nei panni di Edward Cullen.
Un altro modello permette di aumentare il seno della protagonista da B a DD in un paio di clic. Il tutto viene presentato con un’animazione che rispecchia l’idea di romanticismo infantile: i baci ricordano più il piegarsi meccanico dei volti, e gli abbracci sembrano come se qualcuno stesse cercando di incollare una bambola Barbie a un personaggio LEGO.
Alcune di queste app sono di proprietà di aziende poco conosciute provenienti da Turchia e Cina. Dietro le splendide pubblicità e le promesse romantiche si nasconde un modello di monetizzazione basato sulle microtransazioni: da 2,99 dollari a settimana a 69,99 dollari all’anno per l’accesso a un numero limitato di “crediti” per la generazione di video.
Il problema non è solo estetico o morale, ma anche culturale e tecnologico: queste app sfruttano modelli generativi senza controlli né contesto, alimentando rappresentazioni distorte di relazioni, affettività e corpi. E lo fanno in un ecosistema dove l’illusione dell’interazione emotiva viene venduta a rate settimanali.
Nel mezzo di questa deriva, resta una domanda aperta: cosa succede quando milioni di persone iniziano a confondere simulazioni affettive con esperienze autentiche? Forse l’intelligenza artificiale non ci sta solo intrattenendo, ma sta ridefinendo, un video alla volta, cosa intendiamo per contatto umano.
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