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Check Point nel mirino? Una potenziale violazione dei dati emerge dalle underground

Check Point nel mirino? Una potenziale violazione dei dati emerge dalle underground

31 Marzo 2025 07:19

Un nuovo post apparso nelle ultime ore su un noto forum del dark web potrebbe preannunciare un evento critico nel panorama della cybersecurity: la presunta compromissione dell’infrastruttura interna di Check Point Software Technologies Ltd., una delle principali aziende mondiali nel settore della sicurezza informatica.

Il venditore, che utilizzerebbe lo pseudonimo CoreInjection, sarebbe in possesso di un accesso privilegiato ai sistemi interni di Check Point e starebbe offrendo questo accesso — insieme a una quantità significativa di dati sensibili — per un prezzo fisso di 5 Bitcoin (ndr circa 410.000 dollari al cambio attuale), senza possibilità di negoziazione.

Una cifra così elevata per un semplice initial access potrebbe suggerire che la quantità e la qualità delle informazioni disponibili siano particolarmente rilevanti — si tratterebbe, come afferma lo stesso CoreInjection, di un “highly sensitive dataset”.

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Disclaimer: Questo rapporto include screenshot e/o testo tratti da fonti pubblicamente accessibili. Le informazioni fornite hanno esclusivamente finalità di intelligence sulle minacce e di sensibilizzazione sui rischi di cybersecurity. Red Hot Cyber condanna qualsiasi accesso non autorizzato, diffusione impropria o utilizzo illecito di tali dati. Al momento, non è possibile verificare in modo indipendente l’autenticità delle informazioni riportate, poiché l’organizzazione coinvolta non ha ancora rilasciato un comunicato ufficiale sul proprio sito web. Di conseguenza, questo articolo deve essere considerato esclusivamente a scopo informativo e di intelligence.

Cosa potrebbe essere stato compromesso

Secondo quanto riportato nel post, l’attore malevolo sostiene di possedere:

  • Accesso amministrativo alla rete interna di Check Point
  • Mappe dettagliate della rete e diagrammi dell’architettura interna
  • Credenziali utente, in parte in chiaro e in parte hashate
  • Informazioni di contatto del personale, incluse email e numeri di telefono
  • Documentazione riservata su progetti interni
  • Codice sorgente proprietario e binari software

Dagli Screenshot forniti a corredo dell’annuncio sembrerebbero mostrare interfacce amministrative, API key manager, elenchi utenti, e dettagli su licenze e clienti. Tuttavia, l’autenticità delle immagini non sarebbe stata ancora verificata.

Le implicazioni potenziali

Se l’attacco fosse confermato, potrebbero esserci ripercussioni significative:

  • Impatto operativo: l’accesso amministrativo alla rete potrebbe essere usato per disabilitare o alterare servizi critici
  • Furto di proprietà intellettuale: la pubblicazione del codice sorgente potrebbe minare la competitività dell’azienda
  • Rischi di attacchi successivi: le credenziali utente potrebbero essere sfruttate per nuove compromissioni
  • Danno reputazionale: la fiducia nei confronti di Check Point potrebbe risultare gravemente compromessa
  • Conseguenze legali: la gestione dei dati esposti potrebbe violare normative globali come GDPR e altre leggi sulla protezione dei dati

Numeri che farebbero riflettere

Secondo il portale di threat intelligence WhiteIntel.io, i dati compromessi includerebbero:

  • 1.722 dispositivi
  • 5.827 clienti
  • 148 dipendenti
  • 6.228 credenziali esposte in combolist

Le nazioni più colpite potrebbero includere Israele, India, Messico, Brasile, Stati Uniti, Francia, Italia e Regno Unito.

Se tutto ciò fosse vero, ci troveremmo di fronte a uno degli incidenti più emblematici del 2025 nel settore della sicurezza informatica. Il fatto che a essere colpita potrebbe essere proprio una delle aziende leader nella protezione di reti ed endpoint aggiunge un livello di inquietudine alla vicenda.

Ma per ora, restiamo nel campo delle ipotesi. E continuiamo a osservare da vicino.

Come nostra consuetudine, lasciamo spazio ad una dichiarazione dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda e saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.

RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.


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Luca Stivali 300x300
Cyber Security Enthusiast e imprenditore nel settore IT da 25 anni, esperto nella progettazione di reti e gestione di sistemi IT complessi. Passione per un approccio proattivo alla sicurezza informatica: capire come e da cosa proteggersi è fondamentale.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Architectural Design, Divulgazione