Class Action contro Google: richiesti 4 miliardi di dollari di risarcimento.


Da anni Google è accusata di spiare gli utenti e di raccogliere la loro attività di navigazione.


Il mese scorso, negli Stati Uniti, un giudice ha approvato una causa legale collettiva, secondo la quale Google sta raccogliendo segretamente dati dagli utenti anche quando utilizzano la modalità di navigazione in incognito.


La causa non dovrebbe sorprendere poiché nel 2018 il motore di ricerca incentrato sulla privacy DuckDuckGo ha condotto uno studio approfondito, secondo le quali ricerche sulla modalità di navigazione in incognito di Google, non erano private.



Richard Lloyd, un ex direttore del gruppo per i diritti dei consumatori, sostiene che Google abbia violato i suoi doveri di responsabile del trattamento dei dati tra il 2011 e il 2012 e chiede il risarcimento dei danni per conto di oltre quattro milioni di utenti di iPhone Apple, e si parla di una class-action di 4 miliardi di dollari.


Richard Lloyd ha detto "Se ci sbagliamo, non c'è rimedio civile", aggiungendo che perseguire Google con un'azione collettiva in stile americano è l'unico modo per attirare l'attenzione nei riguardi della privacy.


Dall'altra parte, bloccare una di class-action contro Google, che sostiene di aver rintracciato segretamente milioni di utenti iPhone un decennio fa, rischia di consentire alle grandi aziende di comportarsi impunemente, ha aggiunto un avvocato della Corte Suprema giovedì.



Un avvocato di Google ha affermato che la class-action non è applicabile, sostenendo in parte che la legge inglese offre risarcimenti per violazioni dei dati solo se è possibile dimostrare che si subiscono realmente dei danni.


Google (che guadagna miliardi di euro di entrate dalla pubblicità), ha illegalmente preso i dati personali degli utenti di iPhone monitorando le cronologie di navigazione in Internet e li ha utilizzati per vendere un redditizio servizio pubblicitario mirato, sostiene Lloyd.


Il caso è stato definito "rivoluzionario" e "estremamente significativo" dagli avvocati, i quali affermano che innescherà richieste di imitazione se le aziende non sono giuste o trasparenti quando raccolgono e utilizzano i dati personali a scopo di lucro.