
Todd Beardsley, un ricercatore di Rapid7, ha scoperto lo scorso novembre che la soluzione di amministrazione web self-hosted di CloudPanel presentava diversi problemi di sicurezza, tra cui l’utilizzo della stessa chiave privata del certificato SSL in tutte le installazioni e la sovrascrittura involontaria delle regole del firewall con i valori predefiniti.
La società è stata informata delle vulnerabilità in modo tempestivo, ma finora è riuscita a risolverne solo una parte delle problematiche segnalate.
Il primo problema è legato all’inaffidabilità della procedura di installazione “curl to bash”, in quanto il codice viene caricato senza controllo di integrità. CloudPanel ha risolto rapidamente questo problema pubblicando un checksum crittograficamente sicuro dello script di installazione.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Il secondo problema è che lo script di installazione di CloudPanel reimposta le regole Uncomplicated Firewall (UFW) che esistevano in precedenza sul server ai valori predefiniti, il che introduce un set di regole molto più benigno. Inoltre, l’account superutente di CloudPanel non viene protetto dopo l’aggiornamento, consentendo a potenziali aggressori di impostare la propria password e assumere il pieno controllo del sistema.
Gli aggressori dovrebbero prima trovare nuove installazioni di CloudPanel per sfruttare questa vulnerabilità, ma ciò è stato possibile grazie a un terzo problema scoperto da Rapid7. La vulnerabilità è tracciata con l’identificatore CVE-2023-0391 ed è causata dall’uso di un certificato SSL statico in diverse installazioni CloudPanel, che consente agli aggressori di trovare rapidamente istanze CloudPanel vulnerabili tramite l’impronta digitale di questo stesso certificato.
Utilizzando lo strumento di scansione Internet di Shodan , Rapid7 ha rilevato 5843 server CloudPanel che utilizzavano il certificato di sicurezza predefinito. La maggior parte di questi server si trova negli Stati Uniti e in Germania.

Risultati Shodan per i server CloudPanel vulnerabili
“Riunendo tutte le vulnerabilità identificate, un utente malintenzionato può scoprire e sfruttare nuove istanze di CloudPanel mentre vengono implementate”, ha spiegato il direttore della ricerca di Rapid7 nel suo rapporto.
CloudPanel è presente sui siti Web di fornitori di servizi cloud come AWS, Azure, GCP e Digital Ocean, pubblicizzando il suo prodotto come una soluzione facile da usare per amministrare i propri server Linux. Tuttavia, poiché non ci sono ancora correzioni per i problemi del firewall e del certificato SSL, si consiglia agli utenti di riconfigurare immediatamente il firewall subito dopo l’installazione di CloudPanel e di generare e installare i propri certificati SSL.
È probabile che non tutte le aziende possano far fronte a questo compito, soprattutto se non dispongono di personale competente nel campo dell’amministrazione del sistema.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaLa PEC inviata da Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale a tutti i soggetti NIS2, con il richiamo all’aumento della minaccia in vista di Milano–Cortina 2026, è formalmente corretta, tecnicamente condivisibile e concettualmente inattaccabile. Il problema,…
CybercrimeNella giornata di ieri, la banda di criminali informatici di Everest, rivendica all’interno del proprio Data Leak Site (DLS) un attacco informatico alla Mc Donalds. Dal post pubblicato dalla cybergang, i criminali informatici riportano di…
Cyber ItaliaUna nuova, grave minaccia scuote il panorama della cybersicurezza nazionale. Secondo quanto riportato dagli analisti di Paragon Sec alla redazione di Red Hot Cyber, un pericoloso threat actor ha messo all’asta nel celebre forum underground…
Cyber ItaliaUn nuovo, massiccio data breach scuote il mondo del trasporto aereo e accende i riflettori sulla fragilità dei dati sensibili dei viaggiatori. Secondo quanto riportato dagli esperti di Paragon Sec, un threat actor ha messo…
CybercrimeAvevamo già parlato di VoidLink qualche giorno fa, si tratta di un framework composto da oltre 30 moduli che possono essere combinati per soddisfare specifici obiettivi degli aggressori su ciascuna macchina infetta. L’evoluzione dello sviluppo…