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CrowdStrike: licenziato un insider per aver fornito dati sensibili agli hacker criminali

22 Novembre 2025 09:24

Negli ultimi mesi il problema degli insider sta assumendo un peso sempre più crescente per le grandi aziende, e un episodio ha coinvolto recentemente CrowdStrike.

La società di cybersecurity ha infatti allontanato un dipendente ritenuto responsabile di aver condiviso con un gruppo di pirati informatici informazioni riservate sui sistemi interni dell’azienda.

Esaminati da TechCrunch, gli screenshot rivelavano dashboard interne, fra cui figurava un pannello Okta Single Sign-On (SSO) che i dipendenti adoperavano per accedere alle applicazioni dell’azienda.

Sebbene gli hacker abbiano affermato di aver ricevuto cookie di autenticazione, CrowdStrike sostiene che il suo centro operativo di sicurezza ha rilevato l’attività prima che qualsiasi accesso dannoso potesse essere pienamente stabilito.

Ha inoltre riportato che le immagini trapelate erano il risultato della condivisione delle immagini del proprio schermo da parte di un dipendente e non di un’intrusione sistemica nella rete.

“I nostri sistemi non sono mai stati compromessi e i clienti sono rimasti protetti per tutto il tempo. Abbiamo inoltrato il caso alle forze dell’ordine competenti”, ha dichiarato a TechCrunch Kevin Benacci, portavoce di CrowdStrike.

L’incidente, venuto alla luce nel tardo giovedì e nella mattinata di venerdì, ha comportato la fuga di screenshot interni su un canale Telegram pubblico gestito dal gruppo di cybercriminali noto come “Scattered Lapsus$ Hunters”.

Le fughe di dati sono emerse quando Scattered Lapsus$ Hunters, (un gruppo composto dall’unione di più gruppi di criminali informatici), ha pubblicato delle immagini che presumibilmente mostravano l’accesso all’ambiente interno di CrowdStrike.

Panoramica delle violazioni di Scattered Lapsus$ Hunters dal 2021 (Fonte pushsecurity)

Gli hacker criminali hanno affermato che queste immagini erano la prova di una compromissione più ampia ottenuta tramite una violazione da parte di terzi presso Gainsight, una piattaforma di customer success utilizzata dai clienti Salesforce.

La realtà dei fatti pare indicare una vulnerabilità di natura umana piuttosto che una falla di natura tecnica. Secondo quanto riportato, gli autori dell’attacco avrebbero tentato di corrompere un utente interno con un’offerta di 25.000 dollari al fine di ottenere un accesso facilitato alla rete.

Questo incidente fa parte di una campagna più ampia e aggressiva condotta dagli Scattered Lapsus$ Hunters, che di recente hanno preso di mira grandi aziende sfruttando fornitori terzi come Gainsight e Salesloft.

Ricordiamo che ad ottobre 2025, il gruppo ha affermato di aver esfiltrato quasi 1 miliardo di record dai clienti Salesforce, elencando vittime di alto profilo come Allianz Life, Qantas e Stellantis sul loro sito di fuga di dati.

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Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations. 

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