
Mentre i mercati globali e le cancellerie internazionali restano focalizzati sugli impatti economici diretti delle politiche tariffarie adottate o ventilate nel corso del 2025, la comunità della cybersecurity lancia un allarme su conseguenze meno evidenti ma potenzialmente devastanti: l’erosione della resilienza digitale globale. L’attuale scenario di tensioni commerciali, caratterizzato da dazi e restrizioni su beni tecnologici, sta infatti creando un terreno fertile per nuove e amplificate minacce informatiche.
L’intensificarsi delle tensioni commerciali nel 2025 genereranno rischi cyber spesso sottovalutati, minacciando le supply chain tecnologiche, alimentando le minacce state-sponsored e indebolendo le difese aziendali. Le misure protezionistiche, pur mirando a obiettivi economici, generano una serie di effetti collaterali che aumentano la superficie d’attacco e la vulnerabilità di aziende e infrastrutture critiche. Vediamo quali potranno essere i principali vettori di rischio:
E’ oramai palese che, nel 2025, non si può pensare alla cybersecurity senza considerare cosa succede nell’economia globale e nella politica internazionale. Sia le aziende che noi in qualità di utenti finali dobbiamo essere più consapevoli e:
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In conclusione, ignorare l’interconnessione tra politiche commerciali e cybersecurity nel 2025 non è più un’opzione. La resilienza digitale richiede una vigilanza costante e una capacità di adattamento che trascenda i confini tradizionali della sicurezza informatica.
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