Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Dov’è il Floppy Disk? Gli USA gestiscono il sistema di controllo aereo con tecnologie obsolete

10 Giugno 2025 16:02

La Federal Aviation Administration (FAA) statunitense è tornata sotto i riflettori dopo che il suo direttore, Chris Rochelot, ha ammesso che parti fondamentali del sistema di controllo del traffico aereo statunitense sono ancora legate alla tecnologia del secolo scorso. Nel 2025, l’agenzia continua a utilizzare floppy disk, strisce di carta e persino cavi telefonici in rame in processi critici.

Tempo e Denaro i nemici di una tecnologia a prova di hacker

Durante un’audizione di bilancio della Commissione Stanziamenti della Camera, Rochloe ha cercato di spiegare come la FAA intende passare alla tecnologia moderna. Ha affermato che ciò comporta un aggiornamento completo dei sistemi, che include il passaggio dal rame alla fibra ottica e la sostituzione di radar e componenti infrastrutturali obsoleti. Ma tutto ciò richiede tempo e denaro.

I membri del Congresso erano particolarmente preoccupati per il fatto che alcuni cartografi aerei – il personale responsabile dell’aggiornamento delle carte nautiche e dei diagrammi – si fossero già dimessi o stessero pianificando di farlo. Invece di sostituire urgentemente il personale, la FAA intende ridistribuire le responsabilità tra il personale rimanente e ottimizzare i processi. In particolare, ciò comporta la conversione delle operazioni cartacee in formato elettronico.

Nel frattempo, l’esperienza dimostra quanto sia vulnerabile il sistema attuale. Il recente guasto all’aeroporto di Newark-Liberty, dove un cavo in rame danneggiato ha messo fuori uso i sistemi radar e di comunicazione, è stata una chiara dimostrazione dei rischi. Centinaia di voli hanno subito ritardi o cancellazioni e l’incidente ha richiesto un’urgente revisione delle condizioni tecniche dell’infrastruttura.

Rocheleau ha sottolineato che la transizione alla nuova architettura non sarà né rapida né facile. Solo la scorsa settimana la FAA ha richiesto informazioni alle imprese appaltatrici disposte a partecipare all’aggiornamento. I piani prevedono un passaggio graduale dagli attuali sistemi a quelli nuovi, con test obbligatori per verificarne la stabilità e l’affidabilità.

Il problema dell’obsolescenza delle tecnologie nei sistemi governativi statunitensi ha una lunga storia. Secondo un rapporto di marzo, 105 dei 138 sistemi utilizzati per il controllo del traffico aereo sono considerati “obsoleti” o in condizioni potenzialmente insoddisfacenti. Di questi, 40 avevano più di 30 anni e sei più di 60. Un problema serio rimane la carenza di specialisti in grado di manutenere e riparare apparecchiature non più in produzione.

Una transizione difficile ma necessaria

La situazione è aggravata dalla necessità di gestire in parallelo sistemi vecchi e nuovi durante la transizione. Ciò comporta non solo un aumento dei costi, ma anche un ulteriore onere per il personale. Tuttavia, non dobbiamo aspettarci ancora una completa dismissione delle vecchie tecnologie: saranno sostituite da molti anni di integrazione e test costanti.

Altri paesi stanno affrontando difficoltà simili. Ad esempio, il Regno Unito ha ammesso nel 2025 che molti dei suoi sistemi informatici governativi erano “non aggiornabili” perché non erano più supportati dai produttori. La Germania ha aperto un posto di lavoro l’anno scorso per uno specialista di Windows 3.11 e il Giappone solo di recente ha finalmente eliminato i floppy disk a livello governativo.

L’approccio “se non è rotto, non aggiustarlo” prevale ancora in molte agenzie, ma come dimostra l’esperienza della FAA, il mancato aggiornamento tempestivo non solo aumenta i costi, ma minaccia anche la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi. Soprattutto quando sono in gioco migliaia di voli e milioni di vite umane in volo.

Obsolescenza Tecnologica: Una Minaccia Silenziosa per la Sicurezza e la Stabilità

L’innovazione tecnologica procede a un ritmo vertiginoso, portando con sé nuove opportunità e soluzioni sempre più efficienti. Tuttavia, questa corsa al progresso ha un rovescio della medaglia: l’obsolescenza tecnologica. Un fenomeno per cui hardware e software, anche se apparentemente funzionanti, diventano rapidamente superati, non più supportati o mantenuti dai loro fornitori originari. Ignorare questa realtà e continuare a utilizzare prodotti obsoleti espone aziende e individui a una serie di rischi gravi e spesso sottovalutati, minacciando la continuità operativa, la compatibilità dei sistemi e l’efficienza complessiva delle infrastrutture IT.

Il rischio più critico derivante dall’uso di tecnologia obsoleta è senza dubbio la sicurezza informatica. Quando un fornitore cessa di rilasciare aggiornamenti e patch di sicurezza, i sistemi diventano vulnerabili ad attacchi. Le falle note, non più corrette, si trasformano in porte aperte per cybercriminali, che possono sfruttarle per attacchi ransomware, furto di dati, installazione di malware e interruzione dei servizi essenziali. Oltre alle minacce dirette, l’obsolescenza comporta anche problemi di compatibilità con le nuove tecnologie, rendendo difficile l’integrazione e l’interoperabilità, e può innescare costi operativi nascosti dovuti a malfunzionamenti frequenti, difficoltà nella reperibilità di ricambi o di personale specializzato per la manutenzione.

Affrontare l’obsolescenza richiede un approccio proattivo e strategico, che vada oltre la semplice reazione alle emergenze. È fondamentale implementare politiche chiare per la gestione del ciclo di vita di hardware e software, prevedendo aggiornamenti e sostituzioni programmate e monitorando costantemente lo stato di supporto dei prodotti in uso e le date di fine vita (End-of-Life – EOL) annunciate dai fornitori. Considerare l’aggiornamento tecnologico non come un costo, ma come un investimento essenziale per la sicurezza, la conformità normativa (come il GDPR), la competitività e la continuità operativa, è l’unico modo per proteggersi dai pericoli di un panorama digitale in continua evoluzione.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Stefano Gazzella 300x300
Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.
Aree di competenza: Privacy, GDPR, Data Protection Officer, Legal tech, Diritti, Meme
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Campagna di phishing su Signal in Europa: sospetto coinvolgimento di attori statali
Bajram Zeqiri - 07/02/2026

Le autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…