Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Redhotcyber Banner Sito 970x120px Uscita 101125
TM RedHotCyber 320x100 042514
Fortinet CVE-2025-24472: Gli Hacker Criminali Cercano Informazioni Per Il Suo Sfruttamento

Fortinet CVE-2025-24472: Gli Hacker Criminali Cercano Informazioni Per Il Suo Sfruttamento

13 Febbraio 2025 07:11

Sul noto forum underground un utente dallo pseudonimo Anon141234 riporta la CVE-2025-24472, che affligge i prodotti Fortinet. Oltre a chiedere informazioni è interessato ad un Proof Of Concept.

Questa vulnerabilità di tipo Authentication Bypass, sfruttabile su FortiOS e FortiProxy non aggiornati, consente ad un attaccante di guadagnare privilegi di super-admin tramite richieste al modulo websocket Node.js.

La CVE è riconosciuta da Fortinet sul proprio sito Product Security Incident Response Team (PSIRT) dove potete trovare gli IOC (indicatori di compromissione), i metodi di mitigazione e la tabella delle versioni di FortiOS e FortiProxy vulnerabili.


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 01

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

La CVE è recentissima e pare essere un’evoluzione della precedente CVE-2024-55591 di cui ci siamo occupati pochi giorni fa, trovate l’articolo a questo link.

Non abbiamo trovato, per adesso, analisi tecniche della CVE (oltre a quella ufficiale fatta da Fortinet), POC o exploit pubblici disponibili in rete; ma con una classificazione di livello 9.6 (Critical) e con la possibilità di bypassare l’autenticazione e guadagnare i privilegi di super-admin non tarderà ad essere reso pubblico qualcosa su GitHub. Nel frattempo (probabilmente con exploit closed e non pubblici), la vulnerabilità risulta attivamente sfruttata in rete come confermato da Fortinet e dal CSIRT nazionale.

Come detto, il CISIRT nazionale ha emesso un bollettino di sicurezza il 12 febbraio 2025 alle 9.22 indicando in una nota che “la vulnerabilità CVE-2025-24472 risulta essere sfruttata attivamente in rete.”

I dispositivi esposti e potenzialmente vulnerabili sono tanti. La cosa si fa ancora più “semplice” quando gli hacker “aiutano” gli hacker. Infatti Il 14 gennaio 2025 (più o meno in corrispondenza del riconoscimento della CVE-2024-55591) il gruppo Belsen_Group allo scopo di, “solidificare nella vostra memoria il nome del loro gruppo”, ha regalato un file contenente 15.000 configurazioni in chiaro di firewall compromessi, sfruttando CVE precedenti, e il dump delle credenziali VPN.

Il file, suddiviso per IP del dispositivo compromesso, riporta anche centinaia di IP geo-localizzabili sul territorio italiano.

Le raccomandazioni del produttore ma in generale le best practies sono sempre le stesse: disabilitare l’accesso pubblico all’interfaccia amministrativa del firewall, limitarne l’accesso con ACL o filtro su IP sorgenti, monitorare gli avvisi di sicurezza e applicare le patch e gli aggiornamenti.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Luca Stivali 300x300
Cyber Security Enthusiast e imprenditore nel settore IT da 25 anni, esperto nella progettazione di reti e gestione di sistemi IT complessi. Passione per un approccio proattivo alla sicurezza informatica: capire come e da cosa proteggersi è fondamentale.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Architectural Design, Divulgazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoVulnerabilità
Le AI stanno diventando “vettori Zero-Day”! il 2026 sarà l’anno del caos digitale?
Redazione RHC - 02/01/2026

Fino a poco tempo fa, le vulnerabilità zero-day sembravano artefatti esotici provenienti dal mondo delle operazioni speciali e dello spionaggio. Ora sono uno strumento comune per hackerare le reti aziendali, e non solo perché gli…

Immagine del sitoCultura
66 anni e ancora imbattibile: come il COBOL domina silenziosamente il mondo bancario
Redazione RHC - 02/01/2026

Mentre il settore dibatte su quale rete neurale sia la “più intelligente” e quale framework sia il “più moderno”, tecnologie vecchie di decenni continuano a turbinare silenziosamente sotto la superficie del settore bancario. Quest’anno, COBOL…

Immagine del sitoCultura
Al via il corso “Cyber Offensive Fundamentals” di RHC! 40 ore in Live Class
Redazione RHC - 02/01/2026

Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? Se la risposta è SI, ti consigliamo di leggere questo articolo. Il panorama della sicurezza informatica cambia velocemente: nuove vulnerabilità,…

Immagine del sitoInnovazione
IA, l’allarme del Nobel Hinton: “Addio a migliaia di posti di lavoro già nel 2026”
Redazione RHC - 02/01/2026

Il professore di informatica Geoffrey Hinton, uno dei fondatori delle moderne tecnologie di intelligenza artificiale, ha affermato che l’IA potrebbe portare a perdite di posti di lavoro su larga scala già nel 2026. Secondo lui,…

Immagine del sitoDiritti
Il Chat Control e l’impatto della proposta CSAR nel sistema del DSA
Paolo Galdieri - 01/01/2026

Prima di addentrarci nell’analisi, è bene precisare che questo contributo è la prima parte di una ricerca più estesa. Nel prossimo articolo esploreremo il conflitto tra algoritmi di rilevazione automatica e crittografia end-to-end (E2EE), analizzando…