Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Cyber Offensive Fundamentals 970x120 1
LECS 320x100 1
Fortinet FortiWeb: una RCE sull’interfaccia di amministrazione del famoso WAF, scoperta da Rapid7.

Fortinet FortiWeb: una RCE sull’interfaccia di amministrazione del famoso WAF, scoperta da Rapid7.

18 Agosto 2021 20:03

Una nuova vulnerabilità che interessa Fortinet FortiWeb versione 6.3.11 (e precedenti) è stata scoperta dagli esperti di Rapid7 la quale permette ad un utente malintenzionato autenticato di eseguire comandi arbitrari come root tramite la pagina di configurazione del server SAML.

Al problema non è stato ancora assegnato un ID CVE, ma i ricercatori avvertono che un utente malintenzionato potrebbe utilizzarlo per ottenere il pieno controllo del dispositivo vulnerabile con i più alti privilegi possibili.

Secondo loro, il nuovo bug è una variazione della vulnerabilità CVE-2021-22123, risolta in Fortinet FortiWeb questa estate.

Sebbene lo sfruttamento del bug richieda l’autenticazione, si noti che, un utente malintenzionato può sfruttare, ad esempio la CVE-2020-29015, che è stato risolto all’inizio del 2021, e ottenere il pieno controllo sui server vulnerabili .

“L’attaccante sarà quindi in grado di installare una shell persistente, software di mining di criptovaluta o altro malware. Nell’improbabile eventualità che l’interfaccia di gestione sia aperta all’accesso tramite Internet, la piattaforma compromessa può essere utilizzata per accedere alla rete vulnerabile al di fuori della DMZ “

Ha riportato Rapid7.

Poiché non è ancora disponibile alcuna patch per il nuovo problema, si consiglia agli amministratori di bloccare l’accesso all’interfaccia di gestione di FortiWeb da reti non attendibili (incluso Internet).

Gli esperti di Rapid7 hanno scritto che il rapporto con gli sviluppatori di Fortinet si è rivelato quasi a senso unico, e non hanno mai ricevuto alcuna informazione dall’azienda in merito alla patch. I ricercatori hanno espresso la speranza che la vulnerabilità venga risolta presto.

In risposta alla divulgazione della vulnerabilità, i funzionari di Fortinet hanno rilasciato un comunicato stampa ufficiale affermando che Rapid7 ha rivelato il bug prima della fine del periodo generalmente accettato di 90 giorni per la divulgazione responsabile. La società si è scusata con i clienti e ha promesso di sbrigarsi, rilasciando una correzione entro la fine di questa settimana.

Un portavoce di Rapid7 ammette che la divulgazione è avvenuta solo 68 giorni dopo la scoperta della vulnerabilità, ma solo perché i rappresentanti di Fortinet hanno smesso di rispondere ai ricercatori e non avevano dati sul rilascio della patch.

Fortinet ha riportato alla nostra redazione una aggiunta, come approfondimento allo stato dell’arte della gestione della vulnerabilità e soprattutto riguardo alle best practices internazionali riguardo ai 90 giorni, prima della pubblicazione di una vulnerabilità.

“La sicurezza dei nostri clienti è sempre la nostra prima priorità. Fortinet riconosce l’importante ruolo dei ricercatori indipendenti sulla sicurezza che lavorano a stretto contatto con i fornitori per proteggere l’ecosistema della sicurezza informatica. Oltre a comunicare direttamente con i ricercatori, la politica di divulgazione di Fortinet è delineata nella pagina della Normativa PSIRT di Fortinet, che include la richiesta agli autori degli incidenti di mantenere la massima riservatezza fino a quando non saranno disponibili risoluzioni complete per i clienti. Pertanto, ci aspettavamo che Rapid7 tenesse  tutti i risultati prima della fine della nostra finestra di divulgazione responsabile di 90 giorni. Ci rammarichiamo che in questo caso la ricerca individuale sia stata divulgata completamente senza un’adeguata notifica prima della finestra di 90 giorni. Fortinet ha emesso un avviso fuori ciclo, FG-IR-21-116, per informare della risoluzione e fornire una soluzione alternativa e si impegna a rilasciare una patch entro la fine della settimana”.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Codici QR dannosi: la nuova frontiera del phishing passa dall’HTML
Redazione RHC - 08/01/2026

Sappiamo che i criminal hacker riescono sempre a sorprenderci, e anche questa volta ci stupiscono per le innovazione e i modi che inventano per poter superare gli ostacoli, come i filtri di antispam. I criminali…

Immagine del sitoVulnerabilità
Quando anche i backup diventano un vettore d’attacco: Veeam corregge una RCE critica
Redazione RHC - 08/01/2026

I backup sono generalmente considerati l’ultima linea di difesa, ma questa settimana Veeam ci ha ricordato che i sistemi di backup stessi possono diventare punti di accesso per gli attacchi. L’azienda ha rilasciato aggiornamenti di…

Immagine del sitoDiritti
Algoritmi e crittografia: un conflitto tra sicurezza tecnica e diritti costituzionali
Paolo Galdieri - 08/01/2026

Il presente contributo approfondisce le criticità tecniche e costituzionali della proposta di Regolamento COM/2022/209 CSAR(Child Sexual Abuse Regulation). Questo studio fa seguito all’inquadramento generale già delineato e si concentra sul conflitto tra l’integrità dei sistemi…

Immagine del sitoCybercrime
Quando l’individuazione degli attacchi diventa automatizzata, il rilevamento smette di scalare
Alexander Rogan - 08/01/2026

Per gran parte degli ultimi due decenni, la sicurezza informatica si è fondata su un presupposto fondamentale: le attività malevole possono essere individuate, analizzate e contrastate prima che producano danni significativi. Questo assunto ha modellato…

Immagine del sitoCybercrime
VMware ESXi violato dall’interno: quando l’isolamento delle VM smette di esistere
Redazione RHC - 08/01/2026

Un nuovo report pubblicato dall’Huntress Tactical Response Team documenta un’intrusione estremamente sofisticata individuata nel dicembre 2025, nella quale un attore avanzato è riuscito a compromettere un’infrastruttura VMware ESXi sfruttando una VM escape, ovvero l’evasione da…