
Una rete di hacker legata alla Corea del Nord ha rubato oltre 2 miliardi di dollari in criptovalute nei primi nove mesi del 2025. Gli analisti di Elliptic definiscono questa cifra la più grande mai registrata, con tre mesi rimanenti alla fine dell’anno.
Si stima che l’importo totale rubato abbia superato i 6 miliardi di dollari e, secondo le Nazioni Unite e diverse agenzie governative, sono questi fondi a finanziare i programmi missilistici e di armi nucleari della Corea del Nord.

Secondo Elliptic, la cifra reale potrebbe essere più elevata, dato che risulta complicato attribuire a Pyongyang furti specifici, operazione che necessita di analisi blockchain, esami del riciclaggio di denaro e attività di intelligence. In alcuni casi, gli incidenti corrispondono solo in parte ai modelli caratteristici dei gruppi nordcoreani, mentre altri episodi potrebbero non essere stati segnalati.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
La principale fonte di perdite record è stato l’attacco hacker di febbraio all’exchange Bybit , che ha portato al furto di 1,46 miliardi di dollari in criptovalute. Altri incidenti confermati quest’anno includono attacchi a LND.fi, WOO X e Seedify. Elliptic collega inoltre oltre 30 ulteriori incidenti non segnalati pubblicamente alla Corea del Nord. Questa cifra è quasi il triplo di quella dell’anno scorso e supera significativamente il precedente record stabilito nel 2022, quando furono registrati furti di asset da servizi come Ronin Network e Horizon Bridge.
Allo stesso tempo, il vettore di attacco è cambiato in modo significativo. Mentre in precedenza i criminali informatici sfruttavano le vulnerabilità nell’infrastruttura dei servizi crittografici, ora utilizzano sempre più spesso metodi di ingegneria sociale. Le principali perdite nel 2025 sono dovute all’inganno, non a difetti tecnici.
Gli utenti facoltosi privi di meccanismi di sicurezza aziendale sono a rischio. Vengono attaccati tramite contatti falsi, messaggi di phishing e schemi di comunicazione convincenti, a volte dovuti a connessioni con organizzazioni che detengono grandi quantità di asset digitali. Pertanto, l’anello debole del settore crittografico sta gradualmente diventando l’elemento umano.
Allo stesso tempo, si sta sviluppando una corsa tra analisti e riciclatori. Con l’aumentare dell’accuratezza degli strumenti di tracciamento blockchain, i criminali stanno diventando più sofisticati nei loro schemi per trasferire i beni rubati. Un recente rapporto di Elliptic descrive nuovi approcci per nascondere le loro tracce: mixaggio di transazioni in più fasi, trasferimenti cross-chain tra blockchain di Bitcoin, Ethereum, BTTC e Tron, l’uso di reti oscure con bassa copertura analitica e lo sfruttamento di “indirizzi di ritorno” che reindirizzano i fondi verso nuovi wallet. A volte, i criminali creano e scambiano i propri token emessi direttamente all’interno delle reti in cui avviene il riciclaggio. Tutto ciò trasforma le indagini in un gioco del gatto e del topo tra investigatori e gruppi altamente qualificati che operano sotto il controllo statale.
Tuttavia, la trasparenza della blockchain rimane un vantaggio chiave per le indagini. Ogni moneta rubata lascia una traccia digitale che può essere analizzata e collegata ad altre transazioni. Secondo i ricercatori, questo rende l’ecosistema delle criptovalute più resiliente e riduce la capacità della Corea del Nord di finanziare i suoi programmi militari.
I 2 miliardi di dollari rubati in soli nove mesi sono un segnale preoccupante della portata della minaccia. Le unità informatiche nordcoreane stanno diventando sempre più inventive, ma gli strumenti forensi basati sulla blockchain contribuiscono a mantenere l’equilibrio, garantendo trasparenza e aumentando la responsabilità degli operatori di mercato. Questa costante battaglia per il controllo dei flussi digitali sta decidendo non solo il destino del mercato delle criptovalute, ma anche questioni di sicurezza internazionale.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeNelle prime ore del mattino del 13 gennaio, uno dei principali ospedali del Belgio si è trovato improvvisamente quasi paralizzato. L’AZ Monica, con sedi ad Anversa e Deurne, è stato colpito da un attacco informatico…
CyberpoliticaIl CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…
CybercrimeUn’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…
CybercrimeNegli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…
CybercrimeA volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…