
Inizia un nuovo anno e iniziano le nuove perdite di dati. Scopriamo infatti chi è stata la cyber gang che ha violato la ULSS6 di Padova, dopo circa un mese dall’attacco informatico, uno tra i più gravi che abbia mai subito la sanità italiana (la cronologia completa nella Timeline), il quale ha bloccato per settimane alcuni dei servizi essenziali utilizzati dalla popolazione.
Lockbit 2.0, ha pubblicato nella giornata di ieri, un post che riporta che i dati dell’azienda sanitaria, saranno resi pubblici il 15 di gennaio alle 16:44 ora UTC, riportando quanto segue:
“Scopri di più. martedì 21 Dicembre 2021 Variazioni orarie punti tampone dell’Ulss 6 Euganea il 25 dicembre e il 1 gennaio 2022 i punti tamponi sono chiusi.”

In effetti ancora non era ben chiaro quale fosse stato il ransomware che ha crittografato le infrastrutture della ULSS6. Precedentemente avevamo parlato del ransomware HiveLeaks che il 6 di dicembre aveva riportato un post contraddittorio, riferendosi ad un domino differente ovvero www[.]ulss7[.]it, riportando un valore del riscatto pari ad 800.000 dollari.
La cosa strana è stata, che seppur sul sito ci fosse una data della pubblicazione dei file, tali file non sono mai stati resi pubblici lasciando dei forti dubbi sull’esattezza della cyber-gang che ha sferrato l’attacco.
A questo punto è lecito pensare che le trattative sono andate per le lunghe e che LockBit e la ULSS6 non abbiano trovato un accordo e che quindi non avendo pagato il riscatto, tutti i dati esfiltrati si riverseranno nel web.
Ora non ci resta che attendere il 15 gennaio per comprendere di che dati si tratti.
LockBit ransomware è un malware progettato per bloccare l’accesso degli utenti ai sistemi informatici in cambio di un pagamento di riscatto. Questo ransomware viene utilizzato per attacchi altamente mirati contro aziende e altre organizzazioni e gli “affiliati” di LockBit, hanno lasciato il segno minacciando le organizzazioni di tutto il mondo di ogni ordine e grado.
LockBit funziona come ransomware-as-a-service (RaaS). Gli affiliati depositano del denaro per l’uso di attacchi personalizzati su commissione e traggono profitto da un quadro di affiliazione. I pagamenti del riscatto sono divisi tra il team di sviluppatori LockBit e gli affiliati attaccanti, che ricevono fino a ¾ dei fondi del riscatto.
E’ considerato da molte autorità parte della famiglia di malware “LockerGoga & MegaCortex”. Ciò significa semplicemente che condivide i comportamenti con queste forme consolidate di ransomware mirato ed ha il potere di auto-propagarsi una volta eseguito all’interno di una rete informatica.
RHC monitorerà la questione in modo da aggiornare il seguente articolo, qualora ci siano novità sostanziali. Nel caso ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in forma anonima, potete contattarci utilizzando le mail crittografate accessibili a questa URL: https://www.redhotcyber.com/contattaci
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeLe moderne funzioni di analisi automatica dei contenuti multimediali stanno modificando in profondità il modello di sicurezza degli smartphone. In particolare, la capacità dei dispositivi di elaborare allegati audio in modo proattivo, senza alcuna interazione…
CulturaMandiant ha reso pubblico un ampio set di tabelle rainbow dedicate a Net-NTLMv1 con l’obiettivo di dimostrare in modo concreto quanto questo protocollo di autenticazione sia ormai insicuro. Nonostante Net-NTLMv1 sia deprecato da anni e…
CybercrimeQuando si parla di cybersecurity, non è raro imbattersi in notizie che sembrano prese da un film di fantascienza. Eppure, la realtà è ancora più sorprendente e a volte inquietante. La storia dei due cittadini…
CybercrimeDopo un lungo periodo di silenzio, il malware downloader Gootloader è tornato alla ribalta. Lo scorso novembre il team di Huntress ha rilevato una nuova campagna che indicava il ritorno di uno sviluppatore precedentemente associato…
CybercrimeNel corso di un’audizione al Senato francese, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha illustrato in modo dettagliato le modalità del cyberattacco che ha colpito il suo dicastero, precisando fin da subito che parte delle informazioni…