
L’infrastruttura Cloud ha assunto un ruolo centrale nel plasmare il modo in cui le aziende sviluppano, distribuiscono e gestiscono le loro applicazioni. Tuttavia, insieme alle immense opportunità offerte dal Cloud, emergono anche sfide significative legate alla sicurezza.
Sunil Venanzini, Solution Architect di Trend Micro Europe, ha recentemente offerto una panoramica dettagliata di questo scenario complesso, durante un’importante presentazione incentrata sulle minacce che affliggono le infrastrutture Cloud.
Iniziando con un ringraziamento per l’opportunità di condividere la sua visione con il pubblico, Venanzini ha immediatamente catturato l’attenzione dell’uditorio. Ha delineato il panorama attuale, in cui le piattaforme Cloud leader come Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure e Google Cloud Platform (GCP) rappresentano il terreno fertile per lo sviluppo rapido e innovativo delle applicazioni aziendali.
Queste piattaforme consentono alle organizzazioni di creare e rilasciare applicazioni in modo agile, resiliente ed efficiente sul mercato, grazie a un’ampia gamma di strumenti e servizi.

Tuttavia, nonostante i numerosi vantaggi offerti dal Cloud, Venanzini ha sottolineato come negli ultimi 12 mesi si sia verificato un aumento significativo dei problemi di sicurezza. Le vulnerabilità legate a errori di configurazione, utilizzo improprio dei privilegi, caricamento di malware e sfruttamento di exploit Zero-Day rappresentano solo alcune delle sfide che le aziende devono affrontare nel contesto delle infrastrutture Cloud.
A guidare questa trasformazione è stato il passaggio da un approccio tradizionale a cascata allo sviluppo agile, che promuove l’adozione di architetture basate su microservizi e container.
Sebbene questo approccio consenta una maggiore agilità e scalabilità, ha anche introdotto nuove complessità in termini di gestione della sicurezza. I team di sviluppo devono ora affrontare una serie di sfide legate alla comprensione e alla gestione delle implicazioni sulla sicurezza delle tecnologie che utilizzano.
Un altro fattore critico è rappresentato dalla crescente domanda di sviluppatori “full-stack”, capaci di padroneggiare una vasta gamma di tecnologie senza sempre comprendere appieno le implicazioni sulla sicurezza.
Questo divario di conoscenza mette spesso a rischio la sicurezza delle applicazioni e delle infrastrutture Cloud, poiché i team di sviluppo possono non essere pienamente consapevoli delle migliori pratiche di sicurezza.

Per illustrare concretamente le minacce in atto, Venanzini ha presentato un caso di studio in cui è stato creato un worm particolare. Questo malware, sviluppato da un team di hacker criminali, ha sfruttato vulnerabilità nel Docker API e nel Jupyter Lab per infiltrarsi nelle infrastrutture Cloud e ottenere privilegi elevati. Il malware, noto come “Tsunami“, ha dimostrato la facilità con cui gli attaccanti possono sfruttare le vulnerabilità nell’ambiente Cloud per scopi dannosi.
Tuttavia, non tutto è perduto. Venanzini ha sottolineato l’importanza di adottare una strategia proattiva per affrontare queste minacce. Ciò include l’implementazione di strumenti e processi che consentano una gestione efficace delle politiche di sicurezza e una risposta rapida alle minacce emergenti.
Inoltre, ha evidenziato l’importanza di promuovere una cultura della sicurezza all’interno delle organizzazioni, in cui tutti i membri del team sono responsabili della sicurezza delle applicazioni e delle infrastrutture Cloud.

In conclusione, Venanzini ha sottolineato che la sicurezza non deve essere vista come un ostacolo allo sviluppo delle applicazioni nel Cloud, ma piuttosto come un elemento fondamentale per garantire la protezione dei dati e la sicurezza dei clienti.
Adottando una strategia olistica e proattiva per la sicurezza, le aziende possono sfruttare appieno le opportunità offerte dal Cloud, mantenendo allo stesso tempo un ambiente sicuro e protetto.
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