Le guerra “autonoma” sta per arrivare.
E con lei anche un arsenale di macchine intelligenti capaci di poter decidere se e come attaccare.
Ne parlammo di recente in un nostro articolo dal titolo “Un drone militare guidato da una intelligenza artificiale, può uccidere?“, ma sembra che le cose stiano andando avanti, anche in questo caso in modo “autonomo”.
Infatti, il possibile utilizzo da parte di Russia e Cina di droni e sistemi d’arma basati sull’intelligenza artificiale preoccupa molto il Pentagono. Questo è stato scritto dall’editorialista Chris Osborne di recente in un suo articolo per il The National Interest.
L’autore fa riferimento alla dichiarazione del tenente generale Michael Groen, secondo il quale, se la Russia creerà una “IA militare”, gli Stati Uniti e i suoi alleati non potranno dare una risposta equivalente.
Ha spiegato questo con il fatto che le armi controllate dall’intelligenza artificiale non saranno guidate da considerazioni etiche o umanitarie prima di lanciare un attacco, mentre negli Stati Uniti, che non hanno un tale sistema, le persone prenderanno la decisione di attaccare evitando di far fare questo alle macchine.
A tal proposito, il tenente generale ritiene necessario creare e utilizzare armi altamente efficaci con il supporto dell’IA nel rispetto degli standard etici esistenti.
Attualmente, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta valutando la possibilità di creare sistemi di intelligenza artificiale in grado di utilizzare armi non letali o di tipo difensivo contro missili, mortai e droni antinave in avvicinamento.
Questo, secondo i militari, aiuterà a introdurre principi etici nell’uso delle armi basate sull’intelligenza artificiale.
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