
Come abbiamo riportato più volte su Red Hot Cyber, il Comune di Palermo ha subito una pesante violazione dei dati a seguito di un attacco ransomware condotto dalla cyber gang Vice Society, che è terminata con la pubblicazione dei dati nelle underground.
Venne emesso il 9 giugno 2022, dopo una settimana circa dall’attacco informatico, un comunicato ufficiale da parte della SISPI (Sistema Palermo Innovazione) dove veniva riportato cosa si stava facendo per arginare l’attacco oltre ad informare del totale blocco delle infrastrutture informatiche del comune.
Solo in data 5 luglio 2022, dopo più di un mese dall’attacco informatico, il Comune di Palermo emette un comunicato che riporta la violazione dei dati subita, riportando quanto segue nei punti salienti:
Il Comune di Palermo rende noto che ha ricevuto comunicazione della pubblicazione nel dark web di documenti contenenti dati personali dei propri dipendenti e degli utenti di alcune Aree di questa Amministrazione, a seguito della violazione del
Datacenter gestito dalla società partecipata Sispi s.p.a..
[...]
La divulgazione ha ad oggetto dati personali, come dati anagrafici (documenti di identità, curriculum vitae, numeri di cellulare), informazioni relative al proprio stato patrimoniale o finanziario.
[...]
Invitiamo tutti a fare particolare attenzione alla posta elettronica e ai messaggi SMS/istantanei (tipo WhatsApp); le informazioni personali potrebbero essere utilizzate per comunicazioni telefoniche o messaggi di phishing a scopo fraudolento, grazie alla conoscenza dei dati personali da parte dei soggetti terzi che hanno condotto l’attacco informatico; è quindi auspicabile accertarsi sempre dell’autenticità del messaggio prima di scaricare gli allegati o fornire informazioni personali.
Giuseppe Badagliacca e Nicola Scaglione del Csa-Cisal, hanno dato mandato agli avvocati del sindacato di “preparare le richieste di risarcimento danni” e hanno riportato:
“dati sensibili di migliaia di dipendenti del Comune sono finiti sul dark web come curricula, numeri di cellulare, numeri di conto corrente, estremi dei documenti di identità, a causa dell’incapacità dell’amministrazione di proteggere le proprie banche dati”.
Inoltre aggiungono quanto segue:
“I nostri legali hanno chiesto al Comune di attivare le procedure dovute presso il Garante della privacy; l’ente è inoltre tenuto a comunicare ai lavoratori quali dati sono stati rubati, così da consentire loro di tutelarsi da possibili truffe”.
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