
La vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, ha annunciato che saranno introdotte nuove tecnologie per monitorare lo stato dei cavi sottomarini, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza nella regione del Baltico.
Si prevede che l’intelligenza artificiale sarà ampiamente utilizzata per l’analisi dei dati. La Commissione europea stanzierà milioni di euro a questo scopo. Al forum di Riga, la Vicepresidente della Commissione Europea ha parlato dell’importanza della sicurezza delle infrastrutture e dei cavi sottomarini, che ha destato preoccupazione nella regione baltica negli ultimi mesi.
Nel contesto della guerra ibrida, ha osservato, i paesi aggressori stanno compiendo numerosi tentativi di destabilizzare la regione: dalle azioni alle frontiere esterne al sabotaggio di infrastrutture critiche e alle violazioni dello spazio aereo.
“Il Mar Baltico è per molti versi al centro di questi eventi. Quando si tratta di cavi sottomarini e infrastrutture critiche, è fondamentale migliorare lo scambio di informazioni e, naturalmente, utilizzare le nuove tecnologie. Pertanto, prevediamo di istituire centri di monitoraggio dei cavi sottomarini in ogni regione dell’UE. La regione del Baltico è stata scelta come sito pilota per tali centri”, ha affermato Virkkunen.
Secondo lei, la Commissione Europea sta stanziando 10 milioni di euro per istituire i centri e altri 10 milioni di euro per testare la resilienza delle infrastrutture critiche. “Dobbiamo identificare meglio le minacce, proteggere le infrastrutture e rispondere più rapidamente agli incidenti. La massima priorità è l’uso di nuove tecnologie e un approccio diverso alla raccolta dati e al monitoraggio situazionale”, ha osservato.
Le nuove tecnologie includono principalmente l‘intelligenza artificiale, ha spiegato Virkkunen. Sarà utilizzata per l’analisi dei dati. Includeranno anche droni sottomarini e cavi moderni con sensori in grado di rilevare movimenti o danni: “Stiamo combinando queste tecnologie e creando un sistema di scambio di informazioni tra i paesi dell’UE. In questo ambito, stiamo lavorando a stretto contatto con la NATO, poiché l’alleanza è attiva nel Mar Baltico e si occupa della protezione delle infrastrutture critiche”.
Secondo l’ospite del forum, tecnologia, sicurezza e democrazia sono oggi strettamente interconnesse. La tecnologia può essere utilizzata per scopi illeciti e i paesi con una leadership tecnologica ottengono vantaggi sia economici che in termini di sicurezza.
Pertanto, se l’Europa vuole essere un attore forte sulla scena globale, deve investire nelle sue capacità: nell’intelligenza artificiale, nelle tecnologie quantistiche, nei semiconduttori e nella sicurezza informatica.
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