Red Hot Cyber
La cybersecurity è condivisione. Riconosci il rischio, combattilo, condividi le tue esperienze ed incentiva gli altri a fare meglio di te.
Cerca

La falla di sicurezza su Cisco ASA ed FTD è sfruttata attivamente e non ha una patch

Redazione RHC : 9 Settembre 2023 10:01

Cisco avverte della vulnerabilità nulla CVE-2023-20269 nei suoi prodotti Adaptive Security Appliance (Cisco ASA) e Firepower Threat Defense (Cisco FTD). Questa vulnerabilità viene utilizzata attivamente dalle operazioni ransomware per ottenere l’accesso iniziale alle reti aziendali

La vulnerabilità influisce sulla funzionalità VPN di entrambi i prodotti e consente agli aggressori remoti non autenticati di eseguire attacchi di forza bruta contro account esistenti. Ciò può portare alla creazione di una sessione SSL-VPN senza client su una rete aziendale compromessa, le cui conseguenze dipendono dalla configurazione della rete della vittima.

Il mese scorso il gruppo di ransomware Akira si stava infiltrando nelle reti aziendali di organizzazioni completamente diverse, principalmente attraverso dispositivi VPN Cisco. I ricercatori di SentinelOne hanno addirittura suggerito che ciò potrebbe essere dovuto a una vulnerabilità sconosciuta. 


PARTE LA PROMO ESTATE -40%

RedHotCyber Academy lancia una promozione esclusiva e a tempo limitato per chi vuole investire nella propria crescita professionale nel mondo della tecnologia e della cybersecurity!

Approfitta del 40% di sconto sull’acquisto congiunto di 3 corsi da te scelti dalla nostra Academy. Ad esempio potresti fare un percorso formativo includendo Cyber Threat intelligence + NIS2 + Criptovalute con lo sconto del 40%. Tutto questo lo potrai fruire, dove e quando vuoi e con la massima flessibilità, grazie a lezioni di massimo 30 minuti ciascuna.

Contattaci tramite WhatsApp al 375 593 1011 per richiedere ulteriori informazioni oppure scriviti alla casella di posta [email protected]


Supporta RHC attraverso:
  • L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  • Ascoltando i nostri Podcast
  • Seguendo RHC su WhatsApp
  • Seguendo RHC su Telegram
  • Scarica gratuitamente "Dark Mirror", il report sul ransomware di Dark Lab


  • Ti piacciono gli articoli di Red Hot Cyber? Non aspettare oltre, iscriviti alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo.


    Una settimana dopo, Rapid7 ha riferito che l’operazione ransomware LockBit sfruttava anche una falla di sicurezza non documentata nei dispositivi VPN Cisco. Questa settimana, Cisco ha confermato l’esistenza di una vulnerabilità sfruttata da questi gruppi di ransomware e ha fornito indicazioni provvisorie in un avviso di sicurezza. Tuttavia, per i prodotti interessati non sono ancora stati rilasciati aggiornamenti di sicurezza.

    La vulnerabilità CVE-2023-20269 ha origine nell’interfaccia web dei dispositivi Cisco ASA e Cisco FTD, ovvero nelle funzioni preposte in autenticazione, autorizzazione e accounting (AAA). La violazione avviene a causa dell’insufficiente separazione di queste funzioni dagli altri componenti software, il che comporta la possibilità di attacchi.

    Affinché un attacco abbia successo, un dispositivo Cisco deve soddisfare determinate condizioni, tra cui avere almeno un utente con una password configurata e VPN SSL o VPN IKEv2 abilitata su almeno un’interfaccia.

    Si consiglia agli amministratori di sistema di eseguire una serie di passaggi prima del rilascio di un aggiornamento di sicurezza per affrontare CVE-2023-20269. Tra queste raccomandazioni c’è l’uso dell’autenticazione a più fattori (MFA), che riduce notevolmente il rischio di hacking, poiché i soli dati di autenticazione non sono più sufficienti per stabilire una connessione VPN.

    Questo incidente serve a ricordare che anche soluzioni software e hardware affidabili e consolidate possono contenere vulnerabilità la cui risoluzione può richiedere del tempo. Un marchio noto non fornisce una protezione al 100% contro le compromissioni e un approccio integrato è importante per garantire una difesa informatica veramente inespugnabile.

    Redazione
    La redazione di Red Hot Cyber è composta da un insieme di persone fisiche e fonti anonime che collaborano attivamente fornendo informazioni in anteprima e news sulla sicurezza informatica e sull'informatica in generale.

    Lista degli articoli

    Articoli in evidenza

    Iran Cyber Army: spear-phishing contro i governi di mezzo mondo (Italia inclusa!)
    Di Redazione RHC - 29/08/2025

    Una recente analisi di Cyber Threat Intelligence (CTI) condotta da DREAM ha svelato i dettagli di una complessa campagna di spear-phishing avvenuta nell’agosto 2025. L’attacco, attribuit...

    La Cina presenta KylinOS11 con AI Integrata: il sistema operativo nazionale che sostituirà Windows
    Di Redazione RHC - 29/08/2025

    La Cina ha presentato KylinOS 11 , il più grande aggiornamento del suo sistema operativo nazionale, che il governo ha definito un importante passo avanti nella creazione di un ecosistema tecnolog...

    Cos’è il Wetware: il futuro del potenziamento del cervello attraverso hardware e software
    Di Massimiliano Brolli - 29/08/2025

    A livello di definizione, per wetware si intende quella tecnologia che combina hardware e software per potenziare le forme di vita biologiche. Steve M. Potter, è un professore associato presso il...

    E’ Cyber Shock Globale! Gli 007 di Pechino si infiltrano e compromettono le dorsali Internet di tutto il mondo
    Di Redazione RHC - 29/08/2025

    Gli Stati Uniti e diversi Paesi alleati hanno lanciato un allarme congiunto sulla crescente offensiva cibernetica condotta da attori sponsorizzati dalla Repubblica Popolare Cinese. Secondo una nuova C...

    I gestori di password più diffusi, tra cui LastPass, 1Password e Bitwarden sono vulnerabili al clickjacking
    Di Redazione RHC - 28/08/2025

    Un esperto di sicurezza ha scoperto che sei dei gestori di password più diffusi, utilizzati da decine di milioni di persone, sono vulnerabili al clickjacking, un fenomeno che consente agli aggres...