Le autorità italiane hanno annunciato un’operazione per frenare la pirateria di massa su Telegram.
Sono stati bloccati 545 canali e effettuato perquisizioni in 5 regioni d’Italia. Dal 2019 le autorità italiane monitorano i canali Telegram legati alla distribuzione illegale di contenuti IPTV, alla pirateria di film e programmi TV.
Gli esperti informatici del gruppo delle Fiamme Gialle, hanno identificato 6.500 utenti legati alla distribuzione di contenuti piratati, tra cui giornali, riviste, programmi TV, serie tv e altri contenuti di intrattenimento a pagamento.
L’operazione antipirateria è stata condotta dagli agenti del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma e ha portato al sequestro di 545 risorse informatiche, principalmente canali Telegram, ma anche siti web, impiegate nella diffusione dei contenuti pirata.
In cinque regioni d’Italia – Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Campania – sono state effettuate ricerche nei confronti di 8 sospetti amministratori dei relativi canali.
Un sistema illecito, secondo i finanzieri, “che ha consentito ad oltre 430.000 utenti iscritti ai canali Telegram il completo accesso – senza alcuna forma di abbonamento o pagamento — a contenuti editoriali tutelati dal diritto d’autore, ha assicurato agli indagati una contropartita economica illecita”.
Tali canali hanno monetizzato nei seguenti modi:
Tutti i canali bloccati erano rivolti al pubblico italiano e contenevano contenuti in italiano.
A causa del fatto che i canali si menzionavano costantemente a vicenda, risultavano molto facili da individuare.
Secondo la polizia, alcuni dei canali bloccati sono stati pubblicizzati su Sponsor Cultura, che funge da agente per potenziali inserzionisti.
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