Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
L’exploit PoC per l’RCE di Splunk è online. Un ricercatore pubblica una analisi approfondita del bug

L’exploit PoC per l’RCE di Splunk è online. Un ricercatore pubblica una analisi approfondita del bug

28 Novembre 2023 19:28

Un ricercatore indipendente di sicurezza informatica ha rilasciato un exploit Proof-of-Concept (PoC) per sfruttare la vulnerabilità RCE CVE-2023-46214. Tale bug di sicurezza affligge il popolare sistema di monitoraggio e analisi dei dati Splunk, più precisamente nel prodotto aziendale dell’azienda, Enterprise. 

L’exploit consente di eseguire codice arbitrario remoto su server vulnerabili. Pertanto alla vulnerabilità viene assegnato un livello di gravità elevato (8,8 punti sulla scala CVSSv3).

Splunk Enterprise è una soluzione per la raccolta e l’analisi dei dati generati dall’infrastruttura e dalle applicazioni aziendali di un’organizzazione. Questi dati vengono utilizzati per generare informazioni utili che aiutano a migliorare la sicurezza e la conformità oltre che le operazioni IT e altri aspetti dell’azienda.

Le centinaia di clienti di Splunk includono molte aziende di fama mondiale, tra cui Intel, Lenovo, Zoom, Bosch, Coca-Cola, Papa Johns, Honda, Puma e altre.

La vulnerabilità CVE-2023-46214 è dovuta al filtraggio improprio dell’Extensible Stylesheet Language (XSLT) che gli utenti Splunk possono utilizzare. Ciò consente ai potenziali aggressori di trasmettere codice XSLT dannoso ed eseguirlo sul server Splunk Enterprise.

Form di upload del file XSLT

Secondo le informazioni degli sviluppatori Splunk, la vulnerabilità colpisce le versioni da 9.0.0 a 9.0.6 e da 9.1.0 a 9.1.1. Sotto attacco sono state attaccate anche le versioni di Splunk Enterprise 8.x e il servizio cloud Splunk Cloud inferiori alla versione 9.1.2308.

Il ricercatore di sicurezza che ha pubblicato l’exploit ha esaminato la vulnerabilità in modo molto dettagliato in un rapporto separato. Secondo i dati ottenuti, per lanciare un attacco è necessaria l’autenticazione al sistema. Inoltre sono necessarie alcune attività da svolgere da parte dell’utente sul server di destinazione.

Gli sviluppatori di Splunk hanno già rilasciato gli aggiornamenti 9.0.7 e 9.1.2 che risolvono la vulnerabilità CVE-2023-46214. Se non è possibile un aggiornamento si consiglia di disattivare la possibilità di caricare file XML temporaneamente. Inoltre, il team Splunk ha fornito informazioni dettagliate sulla vulnerabilità che potrebbero essere utili ai professionisti della sicurezza.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Manuel Roccon 300x300
Ho iniziato la mia carriera occuparmi nella ricerca e nell’implementazioni di soluzioni in campo ICT e nello sviluppo di applicazioni. Al fine di aggiungere aspetti di sicurezza in questi campi, da alcuni anni ho aggiunto competenze inerenti al ramo offensive security (OSCP), occupandomi anche di analisi di sicurezza e pentest in molte organizzazioni.
Aree di competenza: Ethical Hacking, Bug Hunting, Penetration Testing, Red Teaming, Security Research, Cybersecurity Communication

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCultura
Elk Cloner: Il primo virus informatico della storia nacque come uno scherzo
Silvia Felici - 30/01/2026

Alla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…

Immagine del sitoCultura
Oggi nasceva Douglas Engelbart: l’uomo che ha visto e inventato il futuro digitale
Massimiliano Brolli - 30/01/2026

Certe volte, pensandoci bene, uno si chiede come facciamo a dare per scontato il mondo che ci circonda. Tipo, clicchiamo, scorriamo, digitiamo, e tutto sembra così naturale, quasi fosse sempre stato qui. E invece no,…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Attenzione al “I am not a robot”: la trappola malware che usa Google Calendar
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

Una nuova minaccia si aggira, usando la nostra più grande debolezza: l’abitudine. Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi a cliccare su caselle di verifica senza pensarci due volte? Ora, pare che i malintenzionati abbiano creato…

Immagine del sitoCybercrime
WinRAR come arma: Google scopre una falla sfruttata da APT e cybercriminali
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

La falla di sicurezza in WinRAR, emersa durante la scorsa estate, ha mostrato una diffusione maggiore rispetto alle aspettative. Diverse organizzazioni, sia criminali comuni che gruppi APT finanziati da nazioni, stanno sfruttando attivamente questa vulnerabilità,…