Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
LECS 970x120 1
320x100 Itcentric
LockBit sbaglia ancora target. E questo è un fenomeno preoccupante

LockBit sbaglia ancora target. E questo è un fenomeno preoccupante

25 Dicembre 2022 08:30

Qualche giorno fa sul blog della ransomware gang LockBit viene pubblicata una rivendicazione piuttosto preoccupante: attacco all’Agenzia delle Entrate, con tanto di pubblicazione dei dati dopo due giorni.

La notizia, per quanto preoccupante, viene presa con le dovute cautele: non sono stati pubblicati samples a dimostrazione dell’attacco e il silenzio delle istituzioni e dei media intorno a quello che sarebbe stato, se confermato, un attacco dalle conseguenze catastrofiche, consigliava prudenza.

E’ bastato attendere poco, neanche 48 ore, perché la pubblicazione dei dati sottratti dalla presunta “Agenzia delle Entrate” ha in qualche modo confermato i sospetti: i documenti esfiltrati non sembrano proprio originati dall’Ente Pubblico che gestisce la fiscalità italiana quanto da uno studio di commercialisti veronese.


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Se è pur vero che il bislacco e complesso funzionamento della tassazione italica richiede di avvalersi di una figura di professionisti dedicata –i commercialisti– non molto comprensibile all’estero (questo potrebbe aver tratto in inganno la ransomware gang), bastava rendersi conto che gran parte dei documenti ha una intestazione ben evidente e che, certamente, una esfiltrazione dai server dell’AdE avrebbe permesso di entrare in possesso di ben altra mole di dati, non di soli 3700 files dentro una cartella dal nome piuttosto eloquente: “SCANNER“.

Qualcuno (sicuramente i funzionari e il reparto IT dell’Agenzia delle Entrate) avrà tirato un sospiro di sollievo.

Un po’ meno coloro che, senza volerlo e probabilmente senza neppure immaginarlo, si sono trovati i propri documenti anche riservati (basta scorrere l’elenco dei files esfiltrati per avere, già nel nome del file, informazioni personali) alla mercé di chiunque.

Infatti, sono finiti online, sul blog di Lockbit, informazioni relative ai clienti dello studio associato dei dottori commercialisti colpito dal ransomware. 

Sono i clienti, in questo caso, le prime vittime dell’attacco, inconsapevolmentechi di loro avrebbe mai immaginato che fornendo i loro documenti al commercialista se lo sarebbero ritrovato, come conseguenza di un attacco, pubblicato sul dark web? Parliamo di fatture, documenti relativi a pratiche fiscali, notule, bilanci…

Il Regolamento Europeo 2016/679 “GDPR” pone in capo al Titolare precisi obblighi in merito alla protezione dei dati personali degli interessati, ovvero di tutti coloro che affidano le loro informazioni riservate per un qualsiasi motivo, come l’erogazione di un servizio. Ed è cura del Titolare adottare tutte le misure tecniche e organizzative necessarie a garantirne la protezione da occhi indiscreti.

Difficile, per un utente, valutare se il professionista a cui affida i suoi dati se ne prende cura in modo adeguato. Generalmente, purtroppo, la scarsa affidabilità si palesa solo a frittata fatta, quando i dati sono stati pubblicati e non c’è modo per arrestarne o controllarne la diffusione. Dati che hanno un valore economico e possono essere usati per furti d’identità, campagne di spear phishing o chissà quale altra attività criminale.

Anche se il Garante della Privacy, con tutta probabilità, avvierà una istruttoria per verificare se il Titolare dei dati adottasse davvero tutte le misure tecniche e organizzative necessarie alla tutela dei dati, i clienti hanno ormai subito un danno difficilmente riparabile.

Certo, la ransomware gang Lockbit è comporta da criminali senza scrupoli, che si intrufolano nei sistemi (poco protetti) delle vittime per rubare i dati e chiedere il riscatto. Ma, per contro, le vittime avevano adottato adeguate misure di protezione? O, forse, c’è ancora una certa leggerezza, soprattutto nell’ampio sottobosco italiano delle PMI, nella gestione dei dati informatici? Con la scusante (vera o presunta) delle “poche risorse disponibili per la cybersecurity“, stanno giocando alla roulette russa con i nostri dati.

Forse è il caso di iniziare a chieder conto a coloro a cui affidiamo i nostri dati. Chiedergli se sono custoditi con cura, in sicurezza e con le misure di protezione adeguate. Altrimenti, beh, forse meglio cambiare professionista.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Michele Pinassi 150x150
Nato e cresciuto a Siena, è Responsabile della Cybersecurity dell’Università di Siena. Lavora nel campo ICT da oltre 20 anni, usando esclusivamente software libero. Da sempre attento alle tematiche sulla privacy e sui diritti civili digitali, attraverso il suo blog nato nel lontano 2000, è ancora attivamente impegnato nel sensibilizzare i cittadini su queste tematiche.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoVulnerabilità
Le AI stanno diventando “vettori Zero-Day”! il 2026 sarà l’anno del caos digitale?
Redazione RHC - 02/01/2026

Fino a poco tempo fa, le vulnerabilità zero-day sembravano artefatti esotici provenienti dal mondo delle operazioni speciali e dello spionaggio. Ora sono uno strumento comune per hackerare le reti aziendali, e non solo perché gli…

Immagine del sitoCultura
66 anni e ancora imbattibile: come il COBOL domina silenziosamente il mondo bancario
Redazione RHC - 02/01/2026

Mentre il settore dibatte su quale rete neurale sia la “più intelligente” e quale framework sia il “più moderno”, tecnologie vecchie di decenni continuano a turbinare silenziosamente sotto la superficie del settore bancario. Quest’anno, COBOL…

Immagine del sitoCultura
Al via il corso “Cyber Offensive Fundamentals” di RHC! 40 ore in Live Class
Redazione RHC - 02/01/2026

Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? Se la risposta è SI, ti consigliamo di leggere questo articolo. Il panorama della sicurezza informatica cambia velocemente: nuove vulnerabilità,…

Immagine del sitoInnovazione
IA, l’allarme del Nobel Hinton: “Addio a migliaia di posti di lavoro già nel 2026”
Redazione RHC - 02/01/2026

Il professore di informatica Geoffrey Hinton, uno dei fondatori delle moderne tecnologie di intelligenza artificiale, ha affermato che l’IA potrebbe portare a perdite di posti di lavoro su larga scala già nel 2026. Secondo lui,…

Immagine del sitoDiritti
Il Chat Control e l’impatto della proposta CSAR nel sistema del DSA
Paolo Galdieri - 01/01/2026

Prima di addentrarci nell’analisi, è bene precisare che questo contributo è la prima parte di una ricerca più estesa. Nel prossimo articolo esploreremo il conflitto tra algoritmi di rilevazione automatica e crittografia end-to-end (E2EE), analizzando…