
La conferenza TechBBQ di quest’anno ha visto un’affluenza tale da occupare tutti gli spazi disponibili del Bella Center di Copenaghen, quando Anton Osika, co-fondatore dell’applicazione di programmazione basata sull’intelligenza artificiale Lovable, ha preso posto sul palco.
Il concetto fondamentale di Lovable è estremamente semplice: si tratta di consentire a chiunque, soprattutto a coloro che non possiedono alcuna conoscenza di programmazione, di sviluppare applicazioni e siti web. Questo è reso possibile grazie all’introduzione del concetto di “vibe coding” o programmazione basata sull’intuito, che si avvale di tentativi ed errori aiutati dalle intelligenze artificiali. Soluzioni come Cursor, Gemini, Claude e ovviamente Lovable, stanno aprendo la strada a questo nuovo approccio.
A fine giugno, Lovable ha rilasciato un agente per aiutare gli utenti a leggere i file, correggere gli errori, effettuare ricerche sul web, generare immagini e individuare i file: un primo passo verso la realizzazione di tale visione.
Una proposta estremamente attraente è stata avanzata agli utenti: l’azienda svedese, in un lasso di tempo di soli otto mesi, ha reso noto di aver raggiunto un ARR superiore ai 100 milioni di dollari e di aver ottenuto un investimento di Serie A pari a 200 milioni di dollari, con una valutazione che ha raggiunto 1,8 miliardi di dollari, acquisendo così il titolo di unicorno in più rapida crescita nel continente europeo. Secondo quanto riportato dal Financial Times, gli investitori stanno già nutrendo la speranza di poter lanciare una nuova raccolta fondi di Serie B, prospettando accordi che potrebbero valutare l’azienda fino a 4 miliardi di dollari. Tuttavia, ad oggi, non sono emersi indizi che suggeriscano un interesse da parte di Lovable.
Lovable conta oltre 2,3 milioni di utenti attivi, di cui 180.000 abbonati paganti. Secondo il fondatore Osika, l’azienda ha definito i prezzi in base alla copertura dei costi e negli ultimi mesi ha fatto un salto di qualità: da semplice strumento per generare bozze a piattaforma in grado di produrre applicazioni complete, paragonabili al lavoro di uno sviluppatore. Nonostante le critiche alla fragilità del codice generato dall’intelligenza artificiale, Osika ribadisce che ogni codice deve essere revisionato, indipendentemente dalla sua origine.
La società si basa su diversi modelli fondamentali di AI, tra cui Claude di Anthropic e GPT-5 di OpenAI. Questa scelta le consente di sfruttare una maggiore varietà di strumenti, anche se comporta una competizione indiretta con le stesse aziende fornitrici, che sviluppano soluzioni concorrenti. Tuttavia, Osika sostiene che Lovable abbia un vantaggio: la libertà di integrare più modelli, garantendo agli utenti capacità superiori e all’azienda flessibilità per crescere senza il peso di un’infrastruttura proprietaria.
Il CEO insiste sul fatto che la priorità è la qualità del prodotto e la rapidità di esecuzione. L’azienda punta a offrire un’esperienza semplice, sicura e intuitiva, convinta che questa strategia permetterà di guadagnare la fiducia dei clienti più di qualsiasi concorrente. Anche di fronte al successo dell’IPO di Figma, valutata 19,3 miliardi di dollari, Osika mantiene il focus sugli utenti e sui loro bisogni, ritenendolo il vero metro di crescita.
Lovable è profondamente radicata nell’ecosistema tecnologico svedese, con il sostegno di investitori di primo piano come Stefan Lindeberg, Fredrik Hjelm, Greens Ventures, Hummingbird Ventures e 20VC. Tra gli investitori figurano anche figure di spicco come Nik Storonsky (Revolut) e Sebastian Siemiatkowski (Klarna), che è anche cliente insieme a realtà come HubSpot e Photoroom. Questo legame con il mercato europeo rafforza il ruolo di Lovable come esempio di successo locale con ambizioni globali.
Il successo di Lovable è visto come un catalizzatore per l’intero ecosistema europeo delle startup. Secondo Shamillah Bankiya di Dawn Capital, il valore non è solo economico, ma anche culturale: innalza le aspirazioni dei fondatori del continente. Osika conferma la volontà di mantenere la sede in Europa, pur avendo un team a Los Angeles, e ha iniziato a reinvestire in altri imprenditori, come con Propane.ai. Il caso Lovable dimostra che piccoli team con una visione globale possono ancora emergere e ridefinire interi settori partendo dal Nord Europa.
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