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Microsoft corregge il bug su WSUS, ma gli hacker Cinesi arrivano prima

Microsoft corregge il bug su WSUS, ma gli hacker Cinesi arrivano prima

24 Novembre 2025 16:28

Una vulnerabilità recentemente corretta nei servizi di aggiornamento di Windows Server di Microsoft ha portato a una serie di attacchi utilizzando uno degli strumenti di spionaggio più noti degli ultimi anni.

Gli incidenti dimostrano la rapidità con cui gli aggressori possono passare dallo studio di un exploit pubblicato allo sfruttamento attivo della vulnerabilità per penetrare nell’infrastruttura.

Secondo l’azienda sudcoreana AhnLab, un gruppo sconosciuto ha ottenuto l’accesso ai server Windows che eseguivano WSUS sfruttando la vulnerabilità CVE-2025-59287. Questa vulnerabilità è stata sfruttata per eseguire utilità di sistema standard, consentendo agli aggressori di contattare un server esterno e scaricare codice dannoso.

Prima di installare lo strumento principale, è stata utilizzata l’utilità PowerCat, che ha fornito agli aggressori un prompt dei comandi remoto. Quindi, utilizzando certutil e curl, è stato installato ShadowPad sul sistema.

Questo programma è considerato uno sviluppo di PlugX ed è da tempo utilizzato da entità collegate alla Cina. La sua architettura è modulare e viene avviato tramite sostituzione di libreria.

Un file DLL, situato in memoria e responsabile dell’esecuzione del contenuto principale, viene caricato nel file legittimo ETDCtrlHelper.exe. Al suo interno viene implementato un modulo che carica componenti aggiuntivi e utilizza meccanismi stealth e di persistenza.

Microsoft ha corretto CVE-2025-59287 un mese fa. Il bug è classificato come critico perché consente l’esecuzione di codice arbitrario con privilegi di sistema. Dopo il rilascio di un exploit dimostrativo, molti gruppi hanno iniziato a scansionare in massa i server WSUS accessibili, ottenendo l’accesso iniziale, effettuando ricognizioni e scaricando sia file dannosi che strumenti di amministrazione legittimi. Secondo AhnLab, è in questo modo che ShadowPad è stato distribuito sui server.

L’incidente ha chiaramente dimostrato che ogni vulnerabilità diventa una minaccia reale se la sua risoluzione viene ritardata. Quanto più rapidamente vengono affrontati i problemi identificati, tanto minore è la probabilità che gli aggressori riescano a infiltrarsi nell’infrastruttura e a trasformare un guasto in una crisi conclamata.

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Agostino Pellegrino 300x300
E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza: Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks

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