
Il consueto appuntamento mensile con il Patch Tuesday di Microsoft, per aprile 2025, porta con sé un carico significativo di aggiornamenti: ben 121 vulnerabilità corrette, a testimonianza della complessità e dell’estensione dell’intero ecosistema Microsoft. A destare particolare attenzione è la presenza di una vulnerabilità zero-day attivamente sfruttata, che ha immediatamente catalizzato l’interesse di amministratori di sistema e professionisti della sicurezza, richiamando l’urgenza di interventi tempestivi.
La distribuzione delle vulnerabilità corrette è la seguente:
| Categoria | Numero vulnerabilità |
|---|---|
| Elevation of Privilege | 49 |
| Remote Code Execution | 31 |
| Information Disclosure | 16 |
| Denial of Service | 14 |
| Security Feature Bypass | 9 |
| Spoofing | 1 |
| Zero-Day (CVE-2025-29824) | 1 |
| Totale | 121 |
La maggior parte delle vulnerabilità riguarda l’elevazione dei privilegi e l’esecuzione di codice da remoto, due vettori di attacco tra i più critici per la compromissione dei sistemi aziendali.
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La vulnerabilità CVE-2025-29824, classificata come elevazione di privilegio, è stata confermata da Microsoft come attivamente sfruttata prima del rilascio della patch. Il problema risiede nel driver del Common Log File System (CLFS), componente a basso livello del kernel di Windows. Un attaccante che abbia già accesso a un sistema potrebbe sfruttare questa vulnerabilità per ottenere privilegi SYSTEM, permettendogli di eseguire codice arbitrario, installare malware, accedere a dati riservati o modificare configurazioni critiche del sistema.
Secondo Microsoft, “Un attaccante che sfruttasse con successo questa vulnerabilità potrebbe ottenere privilegi SYSTEM”. Il rischio elevato derivante da questo exploit rende prioritario l’aggiornamento dei sistemi, soprattutto in contesti enterprise e infrastrutturali.
Tra le vulnerabilità con impatto più elevato figurano diverse Remote Code Execution (RCE), molte delle quali riguardano Office, Excel, Word, SharePoint, Remote Desktop Services e Hyper-V:
Tutte queste vulnerabilità sono considerate critiche o importanti, a seconda del livello di interazione richiesto per l’exploit e dell’impatto potenziale.
L’approccio dev’essere proattivo. Rimandare gli aggiornamenti espone le organizzazioni a rischi concreti. E con un exploit già attivamente sfruttato, ogni ora di ritardo è una finestra che si spalanca ai threat actors.
Suggerimenti pratici:
Chi lavora nel mondo della sicurezza informatica lo sa bene: la vera minaccia non è solo l’exploit, ma la fiducia cieca nel “tanto a me non capita”. E invece capita. Eccome.
Lo dimostrano i report mensili, lo dimostrano gli accessi venduti nel dark web, lo dimostrano i clienti che scoprono compromissioni a distanza di mesi, quando i danni sono ormai in corso e la tracciabilità è un’impresa.
È per questo che ogni patch, ogni aggiornamento e ogni controllo proattivo contano davvero. Perché nel mondo reale, la differenza tra un incidente contenuto e un disastro informatico si gioca spesso su ciò che si è scelto di ignorare.
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