
Durante il primo Patch Tuesday, Microsoft ha rilasciato patch per 98 diverse vulnerabilità, incluso un problema zero-day già sfruttato dai criminali informatici.
Il primo bug 0day di quest’anno ha ricevuto l’identificatore CVE-2023-21674 (8,8 punti sulla scala CVSS) ed è stato identificato dagli esperti della società di antivirus Avast.
È noto che è stato utilizzato dagli aggressori in attacchi reali per elevare i privilegi al livello di SISTEMA e sfuggire alla sandbox del browser.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Sfortunatamente, Microsoft tradizionalmente non fornisce alcun dettaglio sullo sfruttamento della vulnerabilità e sugli attacchi stessi: finora l’azienda non ha nemmeno pubblicato indicatori di compromissione o qualsiasi altra informazione che possa aiutare gli specialisti della sicurezza delle informazioni a rilevare segni di compromissione.
“Un utente malintenzionato che ha sfruttato con successo questa vulnerabilità potrebbe ottenere privilegi di sistema”
ha detto laconicamente Microsoft, osservando che il bug era correlato al componente Windows Advanced Local Procedure Call (ALPC).
Microsoft ha anche prestato particolare attenzione al bug CVE-2023-21549 relativo all’escalation dei privilegi nel servizio Windows SMB Witness. La società ha avvertito che i dettagli tecnici di questa vulnerabilità sono stati divulgati pubblicamente anche prima del rilascio della patch. È interessante notare che gli specialisti di Akamai che hanno scoperto questo bug lo negano, come riporta Bleeping Computer.
Per sfruttare questa vulnerabilità, un utente malintenzionato potrebbe eseguire uno script dannoso che effettua una chiamata RPC all’host RPC. Di conseguenza, ciò può portare a un’escalation dei privilegi sul server.
Altre vulnerabilità interessanti includono la CVE-2023-21743, un bug di bypass della sicurezza in Microsoft Sharepoint Server. Gli sviluppatori ritengono che sia molto probabile che questa vulnerabilità venga sfruttata dagli hacker e notano che potrebbe consentire a un utente malintenzionato non autenticato di stabilire una connessione anonima.
Oltre a Microsoft, altre società hanno rilasciato aggiornamenti per i loro prodotti questa settimana:
Insomma, il nuovo anno inizia con tante patch, come era prevedibile. Quindi rimbocchiamoci le maniche ed iniziamo a patchare i nostri sistemi!
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaLinus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…
CybercrimeNel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…
CybercrimeImmaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…
CulturaRecentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original…
CybercrimeUn massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali. Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit…