
Alla fine di dicembre 2023 abbiamo scritto dell’abuso dell’API di Google Chrome non documentata da parte di software dannoso. Si noti che due operazioni di furto di dati, Lumma e Rhadamanthys , utilizzano le API per recuperare le credenziali di Google rubate durante gli attacchi.
In seguito a questo rapporto, anche altri quattro programmi ransomware – Stealc, Medusa, RisePro e Whitesnake – hanno iniziato a utilizzare una tecnica simile. La società di sicurezza CloudSEK ha scoperto che il malware utilizza l’API OAuth “MultiLogin” di Google. Tale utilizzo permette la creazione di nuovi cookie di autenticazione quando i cookie Google originali rubati dalla vittima scadono.
Questa API è progettata per sincronizzare gli account di diversi servizi Google. Il malware non ruba solo i cookie di autenticazione per i siti Google. Ruba anche un token speciale che può essere utilizzato per aggiornare o creare nuovi token di autenticazione.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
I ricercatori non sono riusciti a trovare ulteriori informazioni su questa API da Google. L’unica documentazione può essere trovata nel codice sorgente di Google Chrome.

Google nel suo comunicato conferma di essere a conoscenza della situazione, ma tratta il problema come un semplice furto di cookie tramite malware. L’azienda afferma di aggiornare regolarmente i suoi meccanismi di protezione e di aiutare gli utenti colpiti da malware.
Google consiglia agli utenti di disconnettersi dal proprio account Chrome sui dispositivi e di invalidare le sessioni attive tramite il menu I miei dispositivi. Questa operazione renderà il token di aggiornamento non valido per l’utilizzo con l’API. Inoltre Google consiglia di modificare la password, soprattutto se è stata utilizzata su altri siti.
Tuttavia, molti utenti interessati non sanno quando e come adottare le misure suggerite. Spesso vengono a conoscenza dell’infezione solo dopo che i loro account sono stati violati e utilizzati in modo improprio. Un esempio è il caso di un dipendente di Orange Spain, dove l’infezione è diventata nota solo dopo aver utilizzato credenziali rubate per accedere all’account aziendale e aver modificato la sua configurazione BGP, causando interruzioni nei servizi Internet.
Google sta attualmente avvisando le vittime dell’abuso dell’API. Rimangono domande su come verranno avvisate le future vittime e su come sapranno di uscire dal browser per revocare i token di autenticazione.
Molti esperti ritengono che la soluzione migliore sarebbe limitare l’accesso alle suddette API per impedirne lo sfruttamento. Tuttavia, al momento non ci sono informazioni che Google intenda adottare tali misure. Google non ha risposto alle domande sui suoi piani per combattere l’abuso delle API.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeNegli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…
CybercrimeA volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…
CulturaQuando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…
CulturaNel mondo della cybersecurity si parla spesso di attacchi, vulnerabilità, incidenti. Si parla meno di una variabile silenziosa che attraversa tutto il settore: la fatica. Non la stanchezza di fine giornata, ma una fatica più…
CyberpoliticaA volte le cose importanti non arrivano in conferenza stampa. Arrivano come un grafico che smette di respirare: la linea della connettività che crolla, l’OSINT che si inaridisce, il rumore che cresce perché il segnale…